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Sgarbi si addormenta ai funerali di Napolitano, svegliato dagli applausi replica: “Meditavo” (il VIDEO imperdibile)

Pubblicato il 26/09/2023 20:00 - Aggiornato il 26/09/2023 20:30

La cerimonia, solenne e molto partecipata, dei funerali di Stato laici del presidente emerito, Giorgio Napolitano, si è conclusa da qualche ora e nell’emiciclo di Montecitorio era palpabile l’emozione tra i banchi dell’opposizione, mentre non è sfuggito ai più (e in epoca social non poteva essere altrimenti: il video è già virale) il colpo di sonno che deve aver colpito Vittorio Sgarbi, risvegliato improvvisamente dal frastuono degli applausi alla orazione funebre del cardinale Ravasi. Mentre il presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura ricordava, tra dotte citazioni, gli amori letterari di Giorgio Napolitano, Thomas Mann e Dante, il sottosegretario – che era seduto sui banchi del governo in rappresentanza del ministero della Cultura, Gennaro Sangiuliano – si è accasciato sulle braccia, finché non è stato ridestato dagli applausi, al termine dell’intervento. Peraltro, i colpi di sonno impietosamente restituiti dall’occhio delle telecamere sono stati più d’uno. Aveva già dato segni di stanchezza mentre parlava il figlio di Napolitano, Giulio. Noia, stress, sonno arretrato? Non lo sapremo mai. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Le orazioni funebri

Eppure, mentre la Repubblica ha subito colto l’occasione per titolare, nella sua versione online, sulla “Freddezza della destra” e su Giorgia Meloni che “scarabbocchiava” (magari prendeva appunti), Sgarbi ha avuto negli scorsi giorni sempre delle parole di apprezzamento per l’ex Capo dello Stato: “La forza che espresse in modo più risoluto è quando impedì alla Finanza di entrare al Parlamento nel ’92-’93, era il tempo di Tangentopoli, e lui disse: no, qui siamo noi che decidiamo, quindi un gesto di garantismo molto forte e poi tanti altre cose, sono venuto come esponente del governo e come persona che lo ha visto in tante occasioni”, aveva detto il sottosegretario alla Cultura, uscendo dalla Camera ardente allestita al Senato. “Durante il discorso del cardinale Ravasi – si è difeso Sgarbi, contattato da LaPresse – ero chino su me stesso perché meditavo e stavo anche controllando i messaggi sul telefonino”. Alla cerimonia funebre erano presenti ambasciatori e dignitari, il presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, e quello francese, Emmanuel Macron, che si è poi intrattenuto a lungo per un colloquio informale con Giorgia Meloni. Le altre orazioni hanno celebrato la figura di Napolitano, definito “un totus politicus pieno di doveri” da Giuliano Amato: uno che pensava “che la politica e la cosa pubblica siamo tutti noi”. Gianni Letta, invece, si è prodotto nell’impresa che si credeva impossibile di legare due figure, Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano, sovente in aspro dissidio. Ma la morte, si sa, è una livella e dunque “Mi piace immaginare che incontrandosi lassù, possano dirsi quello che non si dissero quaggiù – nelle parole di Gianni Letta – E, placata ogni polemica, possano anche chiarirsi e ritrovarsi nella luce”. Per l’ex premier e oggi Commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, era “un patriota costituzionale”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Un ritratto intimo

Di taglio più intimo e privato gli accorati interventi di Giulio Napolitano e di Sofia May Napolitano, nipote 26enne dell’ex Presidente della Repubblica, primo ex comunista al Quirinale e primo Presidente a ottenere un doppio mandato.

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