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Mutui, arriva la stangata. Ecco quanto cresceranno i tassi d’interesse a partire da settembre

Pubblicato il 17/06/2022 09:45

Inflazione alle stelle, debiti causati dalla folle gestione economica e sociale della pandemia, carrello della spesa sempre più caro, bollette che non si riescono a pagare, costo dell’energia improponibile per via della scellerata gestione della crisi russo-ucraina, prezzi dei carburanti ingestibili. È tutto? No. Perché nell’Italia di SuperMario e del governo dei migliori c’è spazio per un’altra batosta. È quella dei mutui, che da settembre schizzeranno all’insù gettando nel panico (e in alcuni casi nella miseria) migliaia di famiglie e imprese. Come spiega Giuliano Balestreri su La Stampa, “l’estate sarà solo l’antipasto di quello che accadrà in autunno. Quando le tensioni sui prezzi dell’energia si scaricheranno completamente sui consumi degli italiani. Spingendo verso l’alto i prezzi e costringendo la Bce a intensificare la stretta monetaria. Colpendo le rate di mutui e prestiti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Due rialzi dei tassi d’interesse sono scontati: “Il primo a luglio per 25 punti base, il secondo a settembre per altri 50 punti base. Ma gli analisti sono convinti che i falchi in seno alla Banca centrale europea riusciranno a strappare altri due aumenti prima di fine dell’anno. Abbastanza perché le rate dei mutui inizino a salire in maniera considerevole. E a settembre, il costo del mutuo aumenterà dell’11%: un problema non certo secondario dal momento in cui la rata non dovrebbe superare un terzo del reddito del mutuatario. Per capire cosa succederà nei prossimi mesi, Mutuionline ha elaborato in esclusiva per La Stampa la simulazione del rincaro della rata di un prestito fondiario da 100mila euro per un immobile prima casa da 200mila euro: a 20 e 30 anni e tasso variabili e fisso”. Cosa emerge? (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega a La Stampa Nicoletta Papucci di Mutuionline: “Sappiamo che in seguito agli aumenti dei tassi di luglio e settembre dichiarati dalla Bce il tasso variabile tornerà ai livelli del 2016, portando a un aumento significativo del costo del mutuo. In uno scenario di crescita dei tassi di 75 punti base, su un mutuo di 100mila euro la rata si alzerebbe di oltre il 10%”. E i conti sono presto fatti: “In presenza del miglior tasso variabile disponibile sul mercato a metà giugno, l’aumento, a 20 anni, sarà di 11 euro al mese a luglio e altri 22 euro al mese a settembre. In sostanza è come se gli italiani si trovassero a dover pagare poco più di 13 rate l’anno per un aggravio complessivo – in assenza altri aumenti che, invece, sono attesi – di quasi 8mila euro in 20 anni”. (Continua a leggere dopo la foto)

La rielaborazione pubblicata da La Stampa

Non va meglio per i contratti a 30 anni: “Il costo degli interessi sale di più nell’intero periodo. Per lo stesso mutuo con Euribor a 3 mesi, la rata passa da 301 a 335 euro al mese nel giro di un’estate: 408 euro in più all’anno. Anche in questo caso si pagano 13 e rotte rate all’anno rispetto all’importo iniziale. E in 30 anni, il mutuo costerà, almeno, 12.300 euro in più”. Si salvi chi può. E si inizi a uscire dal branco di pecore che continuano a credere che “va tutto bene” e che Draghi sta facendo un grande lavoro.

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