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“Saviano perseguitato. Camorra e Meloni…”. Murgia senza freni a Dimartedì, Floris sbotta e prende le distanze (VIDEO)

Pubblicato il 07/12/2022 11:34 - Aggiornato il 07/12/2022 17:42

Un intervento che non è passato inosservato, quello della scrittrice Michela Murgia durante l’ultima puntata di Dimartedì, programma condotto da Giovanni Floris su La7. Tema della trasmissione, quel “bastardi” gridato attraverso i microfoni di Piazzapulita da Roberto Saviano a Giorgia Meloni e Matteo Salvini nel dicembre di tre anni fa, una frase che ora ha provocato ripercussioni legali per l’autore di Gomorra. Murgia ha detto la sua in merito all’accaduto: “Il riferimento era a Salvini nello specifico, perché Meloni non aveva incarichi di governo che influissero sulla questione, diceva ‘porti chiusi’, ‘non mandiamo i salvataggi’, ‘impediamo alle navi'” di sbarcare, argomenta Murgia secondo cui l’attacco di Saviano, quel “bastardi”, “per quel che mi riguarda poteva applicarsi serenamente a Marco Minniti”. (Continua a leggere dopo la foto)

"Saviano perseguitato, camorra Meloni..." Michela Murgia a Dimartedì

Di fronte alle obiezioni di Floris, che ha fatto notare l’aggressività dell’intervento di Saviano, Murgia ha risposto: “È un’invettiva, è il modo con cui gli intellettuali chiamano i potenti a rispondere. Come quando Pasolini diceva: io so ma non ho le prove”. Meloni, secondo la scrittrice, dovrebbe ritirare la querela nei confronti di Saviano visto che ora è diventata presidente del Consiglio. (Continua a leggere dopo la foto)

“Se tu ti presentassi in tribunale contro un capo di governo, penseresti davvero di essere una situazione paritaria? Meloni è una persona che ha il sistema le spalle, che ha un potenziale economico” ha detto Murgia. “Mentre Saviano è un cittadino come chiunque altro”. Poi, l’affondo che non è piaciuto nemmeno a Floris. (Continua a leggere dopo la foto)

"Saviano perseguitato, camorra Meloni..." Michela Murgia a Dimartedì

“Due persone, due entità, perseguitano in questo momento Roberto Saviano, una è la camorra dato che ha ancora la scorta e quindi vuol dire che c’è qualcuno che sta valutando come lui sia ancora in pericolo, l’altro è la presidente del Consiglio”. Un parallelismo che ha provocato la reazione sdegnata del conduttore: “Eh no, sono cose diverse. Una è una lecitissima querela che può essere ritirata o no, gli altri sono dei criminali!”.

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