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Bitcoin, Russia e Cina, ecco cosa c’è dietro il boom mondiale della valuta digitale. Putin: “Siamo in difficoltà”

Pubblicato il 22/03/2024 12:39 - Aggiornato il 22/03/2024 12:40

“Sì, abbiamo alcuni problemi”. Incredibile ma vero, la Russia, per una volta, fa un’ammissione a dir poco epocale. Il Cremlino ha dovuto ammettere le difficoltà finanziarie innescate da alcune misure promosse dall’Occidente nei suoi confronti. L’impatto delle ritorsioni adottate dai Paesi del G7 in risposta all’invasione militare dell’Ucraina stanno dunque portando alcuni frutti. Sono le cosiddette “sanzioni secondarie”, sanzioni, cioè, che non prendono di mira direttamente Mosca, ma i Paesi con cui continua a fare affari. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha infatti dichiarato: “La Russia utilizzerà tutti i possibili meccanismi giudiziari e sceglierà altri metodi per rispondere se la Ue deciderà di confiscare i proventi dai suoi capitali congelati in Europa per destinarli a Kiev”. E poi il passaggio con l’ammissione… (Continua a leggere dopo la foto)
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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha infatti denunciato “la pressione senza precedenti da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea sulla Cina” in merito alle sue relazioni con la Russia, dopo che media russi hanno riferito che alcune banche di Pechino hanno respinto pagamenti in yuan da parte di aziende russe per il timore di sanzioni secondarie. “Ciò, ovviamente, crea alcuni problemi”, ha ammesso, per poi correggere subito il tiro: “Abbiamo però il potenziale necessario per superare queste difficoltà”. Per effetto delle sanzioni secondarie adottate dai paesi G7, infatti, le banche cinesi e turche hanno voltato le spalle alla Russia. Ma c’è di più. In tutto questo si inserisce il grande tema dei Bitcoin. Cosa c’entrano? La presidente della banca centrale russa, Elvira Nabiullina, date le difficoltà, ha spinto le autorità ad “accelerare lo sviluppo di sistemi di pagamento alternativi”: in particolare il rublo digitale, ma anche le criptovalute come il Bitcoin, cui Nabiullina si dice “contraria per l’uso nei pagamenti interni al Paese, ma a favore dell’impiego nel commercio estero”. E questo segna un passaggio fondamentale. (Continua a leggere dopo la foto)

Mosca sta già pianificando le contromosse. Il 13 marzo, come si accennava, il Cremlino ha ratificato la legge che autorizza i trasferimenti internazionali di asset finanziari digitali (Dfa): valute, ma anche polizze assicurative, fondi e altro. Ecco perché le monete digitali sono ai massimi storici… “I pagamenti oggi passano dal sistema bancario e quindi sono visibili ai nostri nemici, che mettono sotto pressione le banche anche in Paesi amici – ha commentato Anatoly Aksakov, presidente del comitato mercati finanziari della Duma – Questa legge ci permetterà di bypassare il sistema bancario, così l’influenza esterna sarà minimizzata”. La Cina, infatti, ha subito risposto con il via libera all’operatività con l’estero per la app e-CNY, con cui si paga in yuan digitali.

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