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“Resti Franco o Mattarella convinca Panetta”. Lo psicodramma del centrodestra. “Non tradite gli elettori!”

Pubblicato il 04/10/2022 10:00 - Aggiornato il 23/06/2023 11:53

Travolta dalle accuse di quegli stessi elettori che qualche giorno fa l’avevano sostenuta nelle urne, Giorgia Meloni si è trovata a doversi difendere da una pioggia di commenti negativi sui social. Il costante avvicinamento a Mario Draghi, ormai diventato il punto di riferimento assoluto della futura premier, non è piaciuto ai sostenitori di Fratelli d’Italia. Tanto che la leader del partito si è sentita in dovere di giustificarsi, pur senza troppa convinzione: “Cerco una transizione ordinata, nessun inciucio”. Parole che non sono bastate a riportare la calma, mentre proseguono le trattative per la formazione del nuovo governo.

I piani si stanno complicando, per Meloni, anche nei rapporti con gli alleati. La quadra per dar vita al prossimo esecutivo ancora non si trova e la tensione, giorno dopo giorno, si fa sempre più evidente. La numero uno FdI ha ribadito quanto sia importanti agire in fretta, date le scadenze che attendono l’Italia a stretto giro. Ma la squadra da presentare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella non è ancora completa, con alcune caselle di peso rimaste pericolosamente vuote. A partire dallo snodo fondamentale: il ministero dell’Economia.

Meloni cerca un nome in grado di rassicurare l’Europa, per evitare pericolose fibrillazioni dei mercati. E lo avrebbe da tempo individuato in Fabio Panetta, rappresentante italiano nel board della Banca centrale europea. Il diretto interessato, 63 anni, ha però altre idee per la testa: punta a diventare il governatore di Bankitalia e al momento continua a declinare l’offerta di un ruolo chiave nel prossimo esecutivo. Un problema non da poco, con Meloni che spera ormai nell’unico asso da calare sul tavolo: la telefonata diretta di Mattarella a Panetta.

Un intervento del Capo dello Stato potrebbe sbloccare la situazione, con Panetta che a quel punto non potrebbe più dire “no”. Ma in attesa della fumata bianca, Meloni è costretta a cercare alternative: i nomi che circolano sono quelli di Giuseppe Baldassarri e Vittorio Grilli, mentre su Domenico Siniscalco sarebbe stata proprio la futura premier a esprimere perplessità. Infine, uno scenario a sorpresa che sta prendendo piede in queste ultime ore: la possibile conferma di Daniele Franco, attuale ministro dell’Economia. Scelta, l’ennesima, all’insegna della continuità, e che sarebbe sicuramente apprezzata dall’Europa. A conferma, però, di come la differenza tra Draghi e Meloni sia ormai minima.

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