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Positivo al Covid opera una paziente. Chiesta condanna per il chirurgo, ma “solo lui poteva salvarle la vita”

Succede ad Aosta. Il primario dirigente di Chirurgia vascolare è sotto accusa per aver operato una paziente, nonostante si trovasse in quarantena poiché era risultato positivo al Covid-19.

Il pm, Francesco Pizzato, oltre a chiedere“un decreto penale di condanna, di 5mila euro” per Gianluca, il medico che ha effettuato l’operazione, ha richiesto “altri due decreti di condanna, sempre di 5mila euro, per “l’allora direttore sanitario dell’Usl, Pier Eugenio Nebiolo, che ha autorizzato l’intervento”, e “per il responsabile del 118 Luca Cavoretto”.

L’accusa sarebbe appunto quella di “aver violato la normativa sulla quarantena”. L’intervento non si sarebbe dovuto svolgere in quel modo. Ma Nebiolo spiega: “Il chirurgo era l’unico in grado di eseguire un intervento del genere”. Si trattava di “un intervento di una complessità straordinaria che nessun altro era in grado di compiere ad Aosta”, riferisce l’avvocato dei tre medici sotto accusa. Nebiolo afferma: “Ci siamo trovati di fronte, una domenica pomeriggio, a un’emergenza: una signora di 60 anni alle prese con un aneurisma dell’arteria splenica. Data la situazione clinica non c’era la possibilità di trasferirla altrove”.

Inoltre, prosegue Nebiolo riferendosi al chirurgo positivo al Covid: “Aveva avuto quello che noi definiamo un esito debolmente positivo, quello che in altri laboratori viene definito ‘indeterminato’”. Tutti dell’équipe erano consapevoli della situazione particolare dell’intervento. “Il risultato finale è che abbiamo salvato la vita a una persona. Risultata, poi, anche negativa al Covid”.

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