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Patrimoniale e ‘rieducazione degli imprenditori’. Ecco la ricetta del solito Farinetti

Pubblicato il 11/04/2020 13:44 - Aggiornato il 11/04/2020 13:51

Riecco il solito Farinetti con le sue idee da imprenditore prestato al comunismo. Il fondatore della catena di Eataly ritiene che sia opportuno, per risolvere “il problema” in cui riversa l’Italia oggi, ricorrere alla patrimoniale. In un’intervista al “Fatto Quotidiano” ricorda che gli italiani sono un popolo di risparmiatori che detiene ben il 5,4% della ricchezza mondiale: “Versando solo il 2% di questa bella montagna di quattrini, nelle casse dello Stato arriverebbero 82 miliardi di euro” e quindi questa sarebbe la risposta adeguata.
Ma individua subito il punto debole della questione: “Il problema è il nome. Sentiamo patrimoniale e mettiamo mano alla pistola. Allora chiediamo a qualche creativo di cambiar nome e proseguiamo su questa strada..”. La soluzione quindi dovrebbe essere simile al prelievo forzoso di Amato nel ’92: “Un po’ come fece Giuliano Amato nel 1992. Troviamo i modi migliori, il nome più suadente per dire patrimoniale, ma dev’ esserci una norma che ci obblighi.”

Inoltre, sostiene che i prestiti a fondo perduto sarebbero diseducativi: “Serve una formula di prestito a tasso basso.” Ci troviamo in  un vero e proprio stato di emergenza sanitaria ed economica. La situazione è stra-ordinaria, fuori dall’ordinario e pertanto necessita di risposte stra-ordinarie. E mentre gli altri Stati questo lo hanno da tempo realizzato, stampano moneta e aiutano con i fatti e con la giusta tempistica i cittadini, le istituzioni territoriali, le imprese e i mercati, l’Italia deve rispondere tassando i propri cittadini?

Ancora una volta la soluzione proposta prevede di tagliare fuori la figura del governo scaricando le proprie responsabilità sulle spalle dei cittadini. Gli italiani dovrebbero dunque saldare il debito provocato dal Covid-19. Questo il prezzo da pagare, perchè? Per cosa? Perchè la BCE non intende stampare moneta? Allora resta un’unica soluzione: uscire dall’UE e riprendere la nostra sovranità monetaria. Ma fin quando restare all’interno dell’Unione sarà più importante di qualsiasi altra cosa, i cittadini italiani pagheranno di tasca propria e pagheranno a caro prezzo.