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Bollette, cambia ancora tutto. Salta il passaggio al mercato libero. Ecco cosa comporta per i consumatori

Pubblicato il 22/10/2023 15:38 - Aggiornato il 22/10/2023 16:13

Mercato libero e mercato tutelato, oramai abbiamo imparato a riconoscerne le differenze. Ma avremo ancora almeno altri sei mesi di tempo per ottemperare al passaggio previsto: il nuovo decreto Energia che porta la firma del ministro Gilberto Pichetto Fratin, dedicato alla salvaguardia delle famiglie contro i possibili rincari di gas e luce, e che approderà domani sul tavolo del Consiglio dei Ministri, stando a quanto filtra, promuoverà la proroga da un minimo di sei mesi o al massimo di un anno per l’arrivo del mercato libero per tutti gli utenti domestici. Il timore è che la guerra a Gaza, come già avvenuto con il conflitto in Ucraina, possa far ripartire la speculazione sull’energia. Non scatterà, dunque, il 10 gennaio 2024 il passaggio al mercato libero dell’energia. Ricordiamo che il mercato tutelato, quello cui dovranno dire addio all’incirca dieci milioni di famiglie italiane (che doveva terminare già nel 2018, prima delle numerose proroghe) è quello in cui il prezzo è definito a monte dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, la Arera. Nel mercato libero, invece, la tariffa fluttua in base a parametri esogeni, è il prezzo stesso del gas, al quale è agganciato il costo dell’elettricità, che è assai volatile per le ovvie ragioni geopolitiche, e ancor di più per la speculazione finanziaria. (Continua a leggere dopo la foto)
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mercato tutelato prorogato 6 mesi

La proroga

Tutto ciò è figlio anche dell’immancabile intervento dell’Unione europea, che, nel Consiglio europeo dell’ottobre 2022, nel pieno del conflitto russo-ucraino, aveva invitato gli Stati a sancire “Un corridoio di prezzo dinamico temporaneo sulle transazioni di gas naturale per limitare immediatamente gli episodi di prezzi eccessivi del gas”. Quando partirà ufficialmente il passaggio da un regime all’altro, è prevista l’assegnazione del Servizio a tutele graduali, ossia la fornitura di luce e gas a prezzi calmierati sulla base degli operatori selezionati dall’Arera, ma la trasmigrazione al mercato libero per le bollette di luce e gas è solo questione di tempo giacché la norma è oramai cristallizzata: un passaggio per il quale è stato emanato il decreto del ministro dell’Ambiente del 18 maggio 2023 numero 169, con il quale vengono fissati i criteri per il periodo di transizione alle nuove regole. Un’ulteriore tappa per il passaggio al nuovo regime è inoltre prevista dal primo aprile 2027, data a partire dalla quale il Servizio a tutele graduali assolverà esclusivamente alle funzioni di servizio di ultima istanza per le piccole imprese e per i clienti domestici non vulnerabili che, per qualsiasi motivo, dovessero trovarsi senza fornitore di energia elettrica. Ad ogni modo, il rinvio di 6 mesi, forse un anno, è uno dei passaggi contenuti nella bozza del decreto Energia. Tra i 13 articoli del decreto stesso, è previsto l’arrivo di un nuovo servizio per la fornitura di energia elettrica ai clienti vulnerabili (chi ora riceve bonus, over75, abitanti di isole minori o di abitazioni di emergenza dopo calamità) a prezzi calmierati. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il decreto in 13 articoli

Tra le norme previste dal provvedimento che l’Adnkronos è stato in grado di visionare figurano, tra le altre, “misure per promuovere l’autoproduzione di energia rinnovabile nei settori energivori a rischio delocalizzazione attraverso la cessione dell’energia rinnovabile a prezzi equi ai clienti finali energivori”; “misure per il rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale e la relativa flessibilità”; “misure urgenti in materia di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico“; “disposizioni in materia di concessioni geotermoelettriche“; “Disposizioni per incentivare le Regioni e le Province autonome a ospitare impianti a fonti rinnovabili“; “Disposizioni urgenti in materia di mercato al dettaglio dell’ energia elettrica”; “Disposizioni in materia di stoccaggio geologico di CO2” e “Misure per lo sviluppo di un polo strategico per l’eolico galleggiante in mare”, con l’obiettivo, da qui a qualche anno, di individuare vaste aree marine che, senza impatto sul paesaggio, possano ospitare piattaforme di eolico fino a 30-50 chilometri quadrati. (Continua a leggere dopo la foto)

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Incentivi alle imprese

Il pacchetto di norme e di misure che arriva in Consiglio dei ministri punta anche ad agevolare le imprese che, per caratteristiche produttive, utilizzano molta energia, come il vetro e la ceramica. Una forte agevolazione spinge alla autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili – con anticipi dal Gse con energia a prezzi calmierati da restituire in 20 anni – mentre un articolo promuove l’uso di gas nazionale dal prezzo più basso con una rimodulazione del meccanismo chiamato Gas Release.

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