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Paragone stringe la mano a Farage: “Brexit la strada da seguire, basta ricatti dall’Ue”

Un incontro suggellato da una calorosa stretta di mano, quello tra Gianluigi Paragone e Nigel Farage, leader del Brexit Party inglese. Andato in scena a Londra proprio mentre il governo giallorosso continua a sbattere contro il muro alzato dagli altri Stati europei, che negano all’Italia un aiuto deciso persino nel momento più difficile della sua recente storia. L’occasione per condividere con l’uomo che portato il Regno Unito fuori dall’Europa il nuovo progetto politico del senatore: il lancio di un partito che abbia come principale obiettivo, a sua volta, l’Italexit.

Paragone stringe la mano a Farage: "Brexit la strada da seguire, basta ricatti dall'Ue"

“Ho incontrato a Londra Nigel Farage, leader del Brexit Party, che ha trionfato nel referendum britannico portando il Regno Unito fuori dalla gabbia dell’Unione Europea. Un vero patriota britannico, l’unico che ha mandato a quel paese i tecnocrati di Bruxelles” è stato il commento di Paragone. Che ha poi aggiunto: “Mi sono confrontato con lui sul presente e futuro di un Paese realmente sovrano che, a maggior ragione dopo Brexit, riesce a dare risposte reali ai cittadini in piena crisi economica post Covid”.

Paragone stringe la mano a Farage: "Brexit la strada da seguire, basta ricatti dall'Ue"

“È questa la strada da seguire: non possiamo più essere ricattati da Paesi paradisi fiscali che si permettono di offendere il grande prestigio dell’Italia. Per questa ragione il 23 luglio, alle ore 10, presso la sala stampa della Camera dei deputati lancerò ufficialmente il mio partito per l’Italexit, presentando il nome e il simbolo”. Tutto pronto ormai, dunque, per una nuova esperienza già benedetta dai sondaggi: l’ultima rilevazione effettuata da Termometro politico vede la formazione di Paragone già sopra il 2%, davanti a +Europa e ai Verdi e non lontana da La Sinistra e Italia Viva di Matteo Renzi.

Paragone stringe la mano a Farage: "Brexit la strada da seguire, basta ricatti dall'Ue"

Un passaggio che arriva proprio nel momento in cui il Movimento Cinque Stelle, quello che un tempo puntava il dito contro l’Europa dei burocratici e del rigore economico a ogni costo, si è invece ormai rassegnato a diventare parte del sistema che prometteva di smantellare. Impegnato da giorni in trattative frenetiche quanto inutili, sempre più legato alle iniziative di un premier, Conte, che continua a sfornare annunci trionfali ai quali non fanno mai seguito reali conseguenze. Una recita che gli italiani, evidentemente, iniziano a non sopportare più.

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