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“Non chiederò il Green pass a scuola”: preside travolta dall’odio del Pd

Ha annunciato pubblicamente che non avrebbe chiesto il Grenn pass ai docenti e agli alunni del suo istituto, il Corridoni Campana di Osimo, in provincia di Ascoli. E per questo è finita messa alla gogna, in un’epoca in cui ormai la dittatura sanitaria è sempre più forte e vieta il dissenso dal pensiero unico imposto da politici e virologi. Lei, la dirigente scolastica Milena Brandoni, ha però deciso di andare avanti nella sua battaglia. Nonostante il veleno e gli attacchi subito arrivati, guarda un po’, dal Partito Democratico.

"Non chiederò il Green pass a scuola": preside travolta dall'odio del Pd

Brandoni ha spiegato di non essere a sua volta in possesso del Green pass, per poi anticipare che non lo avrebbe imposto all’interno del suo istituto. Sottolineando, giustamente, quante incertezze circondino ancora oggi i vaccini, sotto osservazione per le possibili conseguenze indesiderate, anche gravi, e per la scarsa efficacia nella lotta alle varianti del Covid, con tanto di improvvisa risalita nella curva dei contagi. Una presa di posizione coraggiosa, in un’epoca in cui pensarla diversamente è quantomai pericoloso.

“Chi non si vaccina non mette in pericolo nessuno” aveva spiegato Brandoni. Che si è presto trovata a fare i conti con il Pd. Il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni è subito andato all’attacco: “Non c’è libertà di scelta per le istituzioni contro la pandemia, un’istituzione pubblica deve dare il buon esempio”. Molto più feroce la sua vice Paola Andreoni, assessore ai Servizi sociali: “Se la professoressa Brandoni intende per i suoi convincimenti personali, aprire una ‘battaglia’ contro le misure governative libera di farlo, magari autosospendendosi dall’importante incarico svolto, ma senza mettere a repentaglio la nostra comunità scolastica”. Se non si allinea, insomma, che lasci la scuola. Subito.

Un attacco vergognoso, con la dirigente scolastica che è stata invece difesa dal coordinamento Marche di Italexit, il partito fondato dal senatore Gianluigi Paragone, che ha giudicato “inaccettabili” gli attacchi rivolti dal Pd a Brandoni: “Le loro dichiarazioni, tanto aggressive quanto di dubbia sostenibilità politica, scientifica o giuridica, sembrano confermare soltanto il solito vuoto di argomenti con il quale, ancora una volta, si cerca di giustificare un provvedimento discriminatorio senza precedenti nella storia della Repubblica, come quello di subordinare al GreenPass l’esercizio di diritti costituzionali fondamentali, in primis quello al lavoro”.

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