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Mario Giordano: “Ecco chi finanzia le moschee italiane degli imam che spargono odio” (VIDEO)

Pubblicato il 02/11/2023 20:35 - Aggiornato il 03/11/2023 14:53

Per l’imam di Bologna gli ebrei “sono terroristi”, per l’imam di Segrate ogni manifestazione a sostegno dei valori occidentali “è una pagliacciata” e, per l’imam di Reggio Emilia, i bambini rapiti da Hamas sono “solo bugie”, nonostante i video che lo testimoniano. E questo lo dicono in favore di telecamera, per cui è dunque lecito domandarsi, con una punta di inquietudine, cosa potranno dire durante le loro predicazioni in moschea. Predicazioni che per lo più sono tenute in arabo, peraltro: un continuo indottrinamento all’odio verso l’Occidente, che ospita comunità che in tutta evidenza non ci tengono proprio a “integrarsi”, ciò che è tanto più pericoloso in questa congiuntura geopolitica. La distinzione tra l’Islam più radicale e il famoso Islam moderato, ammesso esista, appare a noi sempre più labile. La piccola raccolta di dichiarazioni che abbiamo proposto in apertura, ascoltate nelle varie trasmissioni televisive di queste settimane, è stata messa insieme dalla trasmissione Fuori dal Coro, indignando non poco, come si può notare nel video che riportiamo, il conduttore, Mario Giordano. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Brescia, la “capitale” dell’Islam in Italia

Ricostruendo e ampliando i punti di vista di questi imam, “gli israeliti sono terroristi e ingannatori”; non deve essere considerato reato appoggiare Hamas; è impossibile “verificare” l’uccisione da parte dei miliziani palestinesi di bambini e ragazzi, anzi “sono tutte bugie”. Al di là di tutto ciò, facciamo nostra la domanda che dava il titolo alla sua inchiesta: “Soldi e terrore: chi finanzia le moschee d’Italia?Brescia si è guadagnata il primato, assai poco ambito, di capitale dell’islam in Italia: nel capoluogo e nella provincia vivono addirittura 70mila persone che professano questa fede e da qui è partito il reportage di Costanza Tosi per Fuori dal Coro. E così, tra le desolanti giustificazioni di una donna completamente velata di cui si vedevano solo gli occhi (“Il Corano dice che le donne sono così preziose che bisogna tenerle nascoste”), i racconti di matrimoni combinati in cui l’età giovanissima delle spose non pare essere un problema, aberranti giustificazioni della violenza verso le donne che vestono “all’occidentale”, la coraggiosa giornalista si è poi recata in una delle 25 moschee di Brescia, che si trova in uno di quegli scantinati adibiti, sovente in maniera abusiva, a edifici di culto dietro l’ambigua dicitura di Centro culturale islamico. Per la precisione, in un garage. Ma nemmeno qui ha potuto porre la domanda: “Chi finanzia le moschee in Italia?”. Dopo essersi dovuta coprire i capelli e parte del volto, giacché l’ingresso non sarebbe consentito alle donne, infine non è riuscita a parlare con l’Imam. (Continua a leggere dopo la foto)
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Chi ha interesse a islamizzare l’Italia

Ed ecco che, poco fuori da Brescia, nel cantiere per la costruzione di una nuova moschea e scuola coranica, veniamo a sapere che il grande immobile è costato ben 400mila euro. Come è stato acquistato dalla onlus Arhama? Abderrahim Mahfoudi, responsabile della Onlus, dice che le donazioni giungono “dai fedeli”, ma è oggettivamente poco credibile. Anche perché la raccolta fondi online è stata chiusa dopo aver incassato meno di mille euro. E adesso andiamo al punto: “Arrivano dei soldi da altri Paesi per finanziare le moschee in Italia?” Alla domanda della giornalista la risposta del fedele musulmano non poteva che essere “No”, eppure già nei mesi scorsi avevamo dato conto dei piani segreti del Qatar, il Paese fortissimamente sospettato di finanziare i Fratelli Musulmani, organizzazione terroristica di cui Hamas è il braccio operativo nei territori palestinesi, e, si sospetta da tempo e da più parti, persino finanziatore dell’Isis. E non dimentichiamo che il Qatar è il Paese in cui i vertici della stessa Hamas vivono in un esilio dorato. Ebbene, gli emiri di Doha hanno individuato le comunità di immigrati fedeli all’Islam, in Italia e in Europa, per spargere la parola di Maometto: hanno già beneficiato dei 30 milioni arrivati da Doha, tra le altre, le comunità islamiche di Brescia, appunto, come anche di Catania, Messina, Piacenza, Ravenna, Verona. Il tutto attraverso la Qatar Charity Foundation, il braccio finanziario degli emiri, già al centro della presunta rete di corruzione al Parlamento europeo, quel Qatargate, su cui è oramai calato un imbarazzato e imbarazzante silenzio.

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