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Lo Stato non lo paga e l’imprenditore rischia di chiudere: l’ennesima, brutta storia tutta italiana

Una delle tante storie, l’ennesima, di imprenditori in difficoltà per una burocrazia che si trasforma puntualmente in un ostacolo. Un racconto che arriva da Siracusa dove Antonio Quercioli gestisce un’azienda (IGM Rifiuti Industriali) che si occupa dell’igiene ambientale di alcuni paesi della zona. Un’impresa in difficoltà, costretta a fare i conti con i ritardi dello Stato e i debiti col fisco per l’assenza di un meccanismo automatico per la compensazione dei crediti.

Come riportato da Il Salvagente, Quercioli ha 350 dipendenti al suo servizio e lamenta 6 milioni di euro che lo Stato gli dovrebbe. A oggi, gli imprenditori che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione non possono compensare con debiti fiscali in quanto manca un emendamento al decreto fiscale e così ogni anno, come da copione del Salva Italia del governo Monti, il governo emana un decreto per compensare i crediti. Lo scorso anno era finito nel decreto legge “Dignità”.

“Una beffa – ha spiegato Antonio – Le aziende del nostro settore infatti non possono neanche interrompere la fornitura al comune moroso perché incorrerebbero nell’interruzione del pubblico servizio. Sostanzialmente, anche se non pagati per 10 mesi, ci troviamo costretti non solo a lavorare gratis, ma a sostenere costi non posticipabili (stipendi, INPS, carburante, fornitori vari). Si entra nel paradosso di diventare la banca del comune”.

Insomma, lo Stato non paga le fatture e le imprese rischiano di fallire a causa di una normativa incerta, che non tutela le aziende. Con situazioni che variano da settore a settore: in alcuni settori i pagamenti della pubblica amministrazione arrivano addirittura in anticipo, in altri i tempi di attesa sono ancora biblici. Stando agli ultimi dati, l’ammontare di debito residuo scaduto e non pagato alla data del 31 dicembre 2018 risulta pari a circa 26,9 miliardi, su un complesso di 28 milioni di fatture emesse durante l’anno nei confronti della PA .

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