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L’Inghilterra dice no al Green pass: i numeri che hanno convinto Boris Johnson

Pubblicato il 24/11/2021 09:07

Boris Johnson non torna indietro: l’Inghilterra non introdurrà il Green pass, come fatto invece da altri Paesi europei (il primato del più rigido spetta ovviamente al governo Draghi). Il premier inglese resta convinto della bontà della strategia adottata fin qui dal suo esecutivo, che ha evitato di incaponirsi su restrizioni troppo oppressive per lasciar circolare il Covid. I cittadini più a rischio sono stati protetti con il vaccino, al resto della popolazione è stato consentito di raggiungere un buon livello di immunità di gregge. E i numeri, al momento, sembrano dare ragione a Downing Street.

L'Inghilterra dice no al Green pass: i numeri che hanno convinto Boris Johnson

Johnson in questi giorni di discussione sui prossimi passi da intraprendere ha commissionato uno studio sui costi di un’eventuale introduzione del Green pass sul territorio britannico. Come rivelato da Luigi Ippolito sulle pagine del Corriere della Sera, il risultato non ha però per niente soddisfatto il premier: il prezzo da pagare sarebbe alto (oltre 20 miliardi di euro), con alcuni settori che finirebbero tra l’altro per finire in ginocchio, a partire dalla ristorazione. Uno sforzo che Londra ha preferito risparmiarsi.

Secondo le proiezioni contenute nel documento, per una sala da concerti come la Royal Albert Hall il Green pass rappresenterebbe un aggravio di costi da oltre mille sterline a evento, mentre per una squadra della Premier League (il campionato di calcio inglese) comporterebbe un costo di 285mila sterline extra nel corso della stagione per coprire i costi dei controlli allo stadio. Anche l’ipotesi di un obbligo di certificazione per eventi specifici (discoteche, concerti, grandi appuntamenti sportivi) è stata ritenuta controproducente e comporterebbe una riduzione della circolazione del virus molto limitata.

Secondo il Telegraph, inoltre, il governo sarebbe in possesso di analisi che mostrano come i contagi siano arrivati al punto massimo e abbiano già iniziato la fase discendente, come sempre accade di fronte alle ondate di Covid. Negli ultimi giorni c’è stata una riduzione di nuovi positivi del 25%, con il governo sempre più convinto della bontà delle scelte intraprese: insistere sui vaccini ma senza obblighi e non imporre restrizioni ai cittadini, ai quali Johnson ha già promesso un sereno Natale.

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