x

x

Vai al contenuto

“L’Europa è un relitto, richieste assurde”. Tremonti fa a pezzi l’Ue: l’attacco frontale

Pubblicato il 04/01/2024 10:12

Giulio Tremonti è stato ministro dell’Economia con Berlusconi, e oggi è presidente della commissione Esteri alla Camera. In un’intervista rilasciata a LaStampa, come al solito, pone una serie di riflessioni assai interessanti, e sferra un attacco importante all’Europa. Parla della direttiva Bolkestein, “che è ormai superata dalla storia”, dell’eredità del Mes e del destino dell’Unione europea nel prossimo scontro di civiltà con la Russia. Partendo dalle concessioni degli stabilimenti balneari e degli ambulanti, Tremonti dice: “Non è materia di cui oggi ho responsabilità e di cui mi occupo. Ma Frits Bolkestein è una persona che conoscevo molto bene e la sua azione era ispirata a un’idea di libertà di mercato europea, di movimento di capitali da una nazione all’altra, non all’interno dei confini nazionali. Si occupava di grandi movimenti, non del minimalismo del mercato italiano. Quella grande idea è stata deviata dalla burocrazia in un delirio del potere regolatorio. In altre parole, le chiedo: esiste oggi una domanda europea per cento metri di spiaggia in Calabria o per il mercato delle caldarroste a Roma o per le migrazioni di mercatini ambulanti dalla Baviera alla Lombardia?”. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> Prende un antibiotico, poi la tragedia: la storia del prof di Matematica che indigna e commuove l’Italia: “La mia storia”

Quanto ai pungolamenti del Quirinale, Tremonti è netto: “È nostro obbligo ottemperare, ma è anche un dovere della politica notare che le richieste di Bruxelles sono oggi superate dalla storia, rappresentano il relitto di un’Europa passata. Al punto in cui stanno le cose, capisco i vincoli e i rilievi, ma stiamo parlando di un mondo che non riflette più le esigenze e lo spirito di un’Europa che deve guardare avanti e non camminare con la testa rivolta all’indietro. […] La cosa più grave in politica è il ridicolo. E qui ci si copre di ridicolo nel nome del Dio Mercato”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sul Mes Tremonti è ancora più duro: “Il Fondo salva-Stati fu una mia idea, lanciata in un articolo che scrissi con Jean-Claude Juncker nel 2003. Doveva essere uno strumento di solidarietà alla base e di unità a un livello superiore, ma fu deviato e trasformato in una troika contro la Grecia. Dopo la Grecia, per la vergogna, del Mes nessuno ne ha più parlato per 6 anni. Dopo, la tecnopolitica ha pensato che il destino dell’integrazione europea passasse dall’unione bancaria, ma io credo siano molto più importanti un esercito e una politica estera europei”.

Ti potrebbe interessare anche: “Caro anno, non mi togliere nessuno”. Il post, poi il malore improvviso: l’assurda tragedia di Capodanno