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La meravigliosa sanità tedesca? Figlia dell’Ue delle disuguaglianze, che ha permesso alla Germania di farsi forte sulle spalle altrui

Pubblicato il 25/03/2020 11:43 - Aggiornato il 25/03/2020 13:39

Delle differenze tra Italia e Germania, alle prese con un coronavirus che sembra muoversi molto diversamente tra i territori dei due Paesi, si è scritto e detto molto in questi giorni. Difficile capire con certezza assoluta dove sia la verità: di sicuro, i nostri vicini non sono dei superuomini. Altrettanto certo è che i dati delle vittime, che secondo alcuni analisti venivano inizialmente “truccati” bollando come semplici morti per influenza i pazienti che avevano in realtà contratto il Covid-19, sono ora invece trasparenti e conteggiati in maniera analoga a quella della nostra protezione civile. Ma allora, perché il virus sembra meno letale dalle parti di Berlino?

La meravigliosa sanità tedesca? Figlia dell'Ue delle disuguaglianze, che ha permesso alla Germania di farsi forte sulle spalle altrui

I numeri parlano di una mortalità di quasi il 10% in Italia, anche se in molti considerano che il numero dei positivi sia sottostimano e quindi la letalità più bassa, e dello 0,43% in Germania, dove al momento le vittime accertate sono 130 a fronte di oltre 30 mila contagi. Sul motivo di questa differenza la scienza si sta interrogando, alla ricerca di una spiegazione. Tra le ipotesi, l’idea che il vaccino contro lo pneumococco offerto gratuitamente a tutti i tedeschi sopra i 60 anni abbia giocato un ruolo chiave. E che a fare la differenza siano stati i diversi sistemi sanitari, con Berlino che, al contrario di Roma, non si è trovato a dover effettuare tagli costanti nel corso degli ultimi anni.

La meravigliosa sanità tedesca? Figlia dell'Ue delle disuguaglianze, che ha permesso alla Germania di farsi forte sulle spalle altrui

In Italia, i posti letto per la terapia intensiva erano circa 5 mila all’inizio dell’emergenza e sono aumentati fino ad arrivare a oltre 8 mila e 300. La Germania ne contava invece già 28 mila, il dato più alto d’Europa, e con lo scoppio della crisi li ha aumentati del 50%. Di pari passo, la disponibilità di respiratori è passata da 20 a 30 mila. Berlino marcia forte anche sul fronte tamponi: i cosiddetti Corona-test per valutare la positività dei cittadini al Covid-19 hanno superato quota 400 mila, numero che tiene conto soltanto di quelli effettuati al di fuori degli ospedali.

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Poi ci sono gli aspetti sociali. Alcuni esperti ipotizzano che l’età media più alta dei contagiati in Italia (62 anni contro i 45 in Germania) sia figlia di un diverso modo di vivere la famiglia, con i rapporti tra giovani e anziani che da noi sono più frequenti e aumentano dunque la possibilità che le nuove generazioni, spesso asintomatiche, contagino le vecchie. Berlino continua comunque a tenere le antenne drizzate: le stime parlano di una situazione che può soltanto peggiorare nei giorni a venire e che potrebbe prolungarsi anche per due anni. I tedeschi la affrontano però con meno ansia degli italiani. Che pagano, oggi più che mai, le scelte scellerate di chi li ha governati in passato, indebolendo un sistema sanitario che, nonostante il coraggio e la bravura dei nostri medici, è oggi in ginocchio.

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