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La Meloni ha un nuovo fan. L’incredibile indiscrezione: caos nella redazione de la Repubblica

Pubblicato il 08/09/2022 18:06

Scoppia il caos nella redazione di Repubblica. Secondo quando si apprende, persino l’editore John Elkann, stanco dell’incessante e spavalda campagna anti centrodestra intrapresa dal giornale, avrebbe chiesto un cambio di linea alla direzione. A riferire il fatto è Giovanna Pedroni di Tag43.it e la notizia è stata poi ripresa e divulgata anche da Il Tempo e da Libero Quotidiano. Secondo la fonte, ci sarebbe stato un vero scontro di Elkann contro il direttore Maurizio Molinari nei pressi delle sedi di Repubblica.
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Su Tag43.it si legge: “Si respira una brutta aria nei corridoi che contano di Repubblica dopo la tirata d’orecchie subita dal direttore Maurizio Molinari e arrivata direttamente per mano del padrone, John Elkann. Il continuo sventolio dell’imminente spauracchio fascista che si materializzerebbe con la vittoria del centrodestra a trazione Fratelli d’Italia ha stufato l’editore, che avrebbe chiesto un cambio di linea”. Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, si sa, ha sempre fatto l’occhiolino al centrosinistra. Ma la guerra ideologica intrapresa in particolar modo contro la leader di Fratelli d’Italia risulta essere particolarmente incalzante, tanto da spingere l’editore Elkann a cercare di buttare un po’ d’acqua sul fuoco, conscio del fatto che le prossime elezioni potrebbero inevitabilmente dare ragione a Giorgia Meloni.
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Proprio la possibilità che la Meloni sia la prossima a governare avrebbe spinto Elkann a fare pressioni sulla direzione. D’altro lato, come diceva il nonno Gianni Agnelli, “Noi siamo governativi e istituzionali per definizione”. Ma l’essere filogovernativi potrebbe non essere l’unico motivo per cui l’editore ed il direttore di Repubblica sono arrivati allo scontro. Ci potrebbero essere anche dei concreti motivi economici dietro l’increscioso episodio. È possibile che Elkann abbia agito anche mosso dai dati di vendita dei quotidiani, che mostrano un crollo netto di Repubblica, ora a 83mila copie di tiratura, ovvero un calo del 20% rispetto ai numeri di giugno 2021.
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La richiesta di un cambiamento, dunque, potrebbe essere orientata anche al cambio di passo finalizzato al recupero di una parte dei lettori. La ricostruzione cita anche questo passaggio: “Da quando è caduto il governo Draghi, Molinari ha picchiato duro sulla Meloni, ospitando anche in prima pagina la firma di Paolo Berizzi, giornalista da sempre molto attivo sul tema dei rigurgiti neofascisti, e srotolando inchieste sul passato della leader di Fdi, tra ‘anime nere, uomini della fiamma e impresentabili’”.

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