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“Evitabili decine di migliaia di morti”. La pesante denuncia di Giordano a Fuori dal Coro (VIDEO)

Pubblicato il 07/09/2022 20:52

“Mia madre è stata vittima di questa strage di Stato”. E ancora, “Avevamo bisogno che qualcuno al governo dicesse ‘Abbiamo sbagliato, iniziate ad usare gli antinfiammatori'”. Queste sono le prime dichiarazioni di una serie di interviste apparse nella puntata di ieri del noto programma di Mario Giordano, Fuori dal Coro. Il tema del servizio andato in onda su Rete4 era: “Il Covid si poteva curare: quante morti si potevano evitare?”. Una domanda che si stanno ponendo in molti, specialmente dopo la divulgazione della ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, dove è stato accertato che il corretto utilizzo dei FANS riduce le ospedalizzazioni del 90%.
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Le Istituzioni hanno ignorato gli appelli dei medici

“Noi firmammo un appello che fu indirizzato proprio al ministro Speranza. Parliamo dell’aprile del 2020. Questo appello, come ben sappiamo, fu del tutto ignorato”, riferisce durante il servizio Stefano Manera, anestesista. Ma quello non fu l’unico richiamo che venne fatto alle autorità da parte degli esperti sul campo. L’allora vice ministro Sileri, infatti, ricevette un appello anche a mano, e ne arrivarono molti altri da diversi gruppi di medici impegnati sul territorio, ma i protocolli imposti dal Ministero della Salute continuarono ciecamente a negare la possibilità di una cura alternativa alla “Tachipirina e vigile attesa”.
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I pazienti lasciati in balia del Covid

“Quei pazienti, per la stragrande maggioranza, rimanevano per giorni interi a “cuocere”, per poi arrivare in ospedale in condizioni molto compromesse. E poi morivano.”, riferisce Manera. I morti da Covid in Italia sono stati oltre 175mila. Tante erano le anime che, con delle cure precoci adeguate, potevano essere salvate. I medici pionieri delle ormai note “terapie domiciliari” lo dicono da più due anni e mezzo, e gli stessi ricordano come sono stati denigrati per aver messo in dubbio il sacro protocollo di Speranza: “Ci hanno accusato in tutti i modi. Sui giornali si leggevano titoli come ‘Il nuovo Di Bella del coronavirus’. Siamo stati ostacolati ed osteggiati, come fossimo stregoni”, dice Sergio Brancatello, medico. “Ho avuto pazienti di 106 anni, con cardiopatie e broncopatie, eppure sono guariti in 5 o 6 giorni”, sottolinea il professionista.
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Medici vessati e puniti per aver curato

Ma non solo, le famiglie furono lasciate in balia del destino. Anche durante la seconda e la terza ondata. “Era svenuta giovedì, ora siamo a domenica e l’ambulanza dice ancora di non fare niente, di prendere soltanto la Tachipirina”, riferisce un uomo parlando di una congiunta. Nel frattempo, i medici che guarivano le persone a casa consigliando l’uso delle terapie precoci a base di antinfiammatori, venivano sottoposti a procedimenti disciplinari: “Io sono stato tartassato dall’Asl per cui lavoravo, per cui a dicembre 2021 ho presentato le dimissioni”, racconta Brancatello. Un altro medico aveva cercato di coinvolgere i colleghi, esortandoli a visitare i pazienti e a non abbandonarli: “Quanto ho avuto risposta negativa sono stato anche offeso. Sembravo il pazzo della situazione. Allora li ho chiamati ‘delinquenti!’, così’ sono stato cacciato dall’Ordine dei Medici, reo di aver peccato di deontologia”. Parliamo di Gerardo Torre, medico sotto l’Ordine di Salerno. Il giorno del verdetto, centinaia di pazienti guariti dal ‘medico ribelle’ si presentarono sotto la sede dell’Istituzione, per mostrare la loro solidarietà, ma non sevì a nulla.
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Il caso del dott. Andrea Stramezzi

Poi c’è stato anche chi, come il dott. Andrea Stramezzi, attualmente candidato tra le fila del partito di Gianluigi Paragone, Italexit, venne sospeso dall’Ordine dei Medici per non aver applicato il protocollo ministeriale di Speranza, pur avendo curato con successo migliaia di persone. “Come diceva il professor Luc Montagnier, la verità sale piano piano per le scale. Di 175mila morti, almeno 150mila li avremmo potuti evitare”, sottolinea perentorio l’integerrimo professionista. Di comune accordo col ministero della Salute, anche l’Aifa fece il suo. Nella nota del 28 ottobre 2020 intitolata ‘Il punto del Direttore Generale Magrini su farmaci e vaccini anti COVID-19’ si legge chiaramente: “Nella fase domiciliare, la cosa migliore da fare è la vigile attesa: non assumere farmaci, trattare solo i sintomi febbrili (se la temperatura supera i 38°/38,5°)”.
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Italexit e la Commissione di inchiesta

Insomma, il quadro della situazione risulta essere sempre più chiaro, come appaiono sempre più solari le responsabilità delle Istituzioni, che attraverso il loro boicottaggio del processo di cura in scienza e coscienza, come da deontologia medica, hanno causato indirettamente decine di migliaia di morti. Per questi motivi la proposta di Italexit di costituire una Commissione d’inchiesta parlamentare, guidata dall’esperienza e la volontà di professionisti del calibro del succitato Andrea Stramezzi, di Giovanni Frajese e di Giuseppe Barbaro, si rende oggi più che mai assolutamente necessaria. Decine di migliaia di famiglie hanno diritto a sapere la verità ed ottenere giustizia. Chi ha sbagliato non dovrà esimersi dal pagare per il proprio operato. Il servizio integrale di Fuori dal Coro è visionabile qui.

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