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La fine degli scontrini! Cade anche l’ultimo tabù del Movimento 5 Stelle

Lo chiamavano Movimento 5 stelle. Adesso andrebbe ri-nominato. Il partito sta per dire ‘addio’ a quello che era il suo carattere distintivo. Secondo quanto riportato su il Corriere della Sera, il movimento, dopo un lungo dibattito, sembra giunto alla decisione finale: niente più obbligo per i parlamentari di indicare le spese sostenute.

Giovedì il capo politico Vito Crimi attraverso una e-mail ha dato l’ok ad un nuovo metodo di restituzione a carattere forfettario, che per l’appunto consentirebbe di non rendicontare nulla. 

Mentre con “il metodo attuale è previsto un importo minimo mensile di 2.000 euro, più importo di 1.000 per per gli eventi, 300 per le spese di Rousseau e la restituzione di tutto ciò che non è speso, oltre l’indennità e la diaria forfettaria, con il nuovo metodo la quota eventi verrà inglobata in un forfettario onnicomprensivo”.

Anche se per ora i ritardatari devono versare i corrispettivi di fine 2019 entro il 6 giugno ed entro il 30 devono saldare le quote fino ad aprile, il Corriere della Sera riferisce che non è da escludersi la possibilità che insieme agli scontrini, con l’altra metà dell’anno, possa cadere anche il meccanismo delle espulsioni. 

Sono 20, su 298 totali, i parlamentari che ricevono l’ultimatum di posticipare a giugno. Di questi, 5 hanno oltre sei mesi di mensilità arretrate da restituire. 

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