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IMU 2023 in scadenza, ecco le nuove aliquote della tassa sulla casa. Novità ed esenzioni

Pubblicato il 13/12/2023 22:35

Come tanti, tantissimi italiani già sanno, entro il 18 dicembre andrà effettuato il saldo della seconda rata del pagamento dell’IMU – assieme all’eventuale conguaglio, in caso di variazione in aumento –, naturalmente tenendo conto delle aliquote fissate per l’anno in corso e della comunicazione dello scorso 30 novembre del Dipartimento delle Finanze: qui sono ufficializzate le novità apportate dal Decreto legge numero 132 del 2023, il cosiddetto Decreto proroghe. Inoltre sul sito del ministero dell’Economia e delle finanze, i contribuenti potranno visualizzare le aliquote dell’Imposta municipale unica e relativi regolamenti validi per l’anno in corso. Dato il combinato tra la normativa nazionale e i diversi regolamenti locali occorre, dunque, guardare con attenzione alle singole delibere, al fine di determinare l’IMU dovuta per ciascun anno di riferimento, tenendo conto delle aliquote e dei regolamenti pubblicati sul sito Internet del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro lo scorso 28 ottobre: ogni Comune, infatti, era tenuto a inserire il prospetto delle aliquote e il testo del regolamento, entro il termine del 14 ottobre nel Portale Federalismo Fiscale. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il sistema delle aliquote

Ancorché la competenza sulle aliquote da adottare per il calcolo dell’IMU sia dei Comuni, questi non hanno totale libertà d’azione ma devono sottostare a quanto previsto dalla norma statale, che fissa il valore standard che deve essere riconosciuto, altresì fissando un margine di manovrabilità. L’esempio tipico interessa le abitazioni principali in categoria catastale A/1, A/8 e A/9, per le quali l’aliquota stabilità dalla legge è dello 0.5% e i Comuni possono prevedere un’aliquota massima dello 0.6%. Il discorso cambia per l’abitazione principale di categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, per cui la legge stabilisce che non va applicata l’IMU e i Comuni non hanno facoltà di prevedere variazioni. Va da sé che, in mancanza di una delibera approvata e pubblicata, per il saldo IMU 2023 variano le aliquote dell’anno precedente. Infatti, è solo dal 2025 che, in mancanza di una delibera approvata e pubblicata con l’applicazione, si applicheranno le aliquote base e non quelle in essere per l’anno precedente, come si legge sul portale Pianeta Design. Inoltre, Con la Risoluzione 4/DF il Ministero delle Finanze ha stabilito che i cittadini che hanno fabbricati collabenti, ovvero beni immobiliari privi di rendita, fabbricati rurali strumentali oppure vantano una conduzione associata di terreni possono far riferimento all’aliquota ridotta dello 0.1%. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le esenzioni dal pagamento dell’Imu

Sono completamente esentati dal pagamento dell’Imu: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa; gli alloggi sociali; la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione o divorzio; l’unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare; una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, dunque iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), purché non risulti locata o data in comodato d’uso.

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