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Il futuro di “nonno Draghi”. Ecco dove andrà a far danni quando avrà finito con l’Italia

Mentre gli italiani guardano con apprensione a quanto sta accadendo in queste ore in Ucraina, consapevoli di quanto pesanti potrebbero essere le conseguenze della guerra per la nostra economia, c’è una partita che si gioca lontano dai riflettori e che tiene impegnati i diretti interessati. Nello specifico Mario Draghi, Paolo Gentiloni ed Enrico Letta: uno di loro potrebbe infatti ritrovarsi alla guida della Nato, prendendo il posto di Jens Soltenberg che vedrà scadere il suo mandato il 30 settembre 2023. Una poltrona che fa ovviamente gola, e non poco.

Come rivelato dal Fatto Quotidiano, in passato anche Matteo Renzi era stato indicato come un possibile candidato al ruolo di segretario generale della Nato, ma l’ipotesi è evaporata una volta venuti a galla gli stretti rapporti tra il leader di Italia Viva e il mondo arabo. Un altro ex premier, Giuseppe Conte, non si è mai invece distinto per uno spiccato atlantismo e non è quindi indicato come uno dei favoriti per la corsa alla poltrona. Draghi, Gentiloni e Letta restano così i favoriti, con l’Italia che si troverebbe a quel punto alla guida dell’Alleanza Atlantica in un momento particolarmente delicato per gli equilibri mondiali.

In questo senso, secondo il Fatto, potrebbe anche essere letto l’impegno preso con la Nato di aumentare le spese militari del 2% del Pil: un impegno preso in vista di un ruolo chiave per il nostro Paese, che soltanto 50 anni fa ha espresso un segretario generale (Manlio Brosio). Al momento i tre candidati sono tutti impegnati altrove (Draghi fa il premier, Gentiloni è Commissario Europeo, Letta guida il Pd) ma nel 2023 potrebbero essere pienamente disponibili: le voci parlano di lavori in corso a Palazzo Chigi per la guida dell’Alleanza. Draghi si sarebbe detto non interessato a ricoprire il ruolo in prima persona, ma chi è a lui vicino sostiene che le cose potrebbero cambiare dopo la delusione per il mancato salto al Colle.

Secondo molti, quello che ha più chance è Gentiloni, che può vantare nel suo passato anche il posto da ministri degli Esteri. Nel 2023 il suo incarico europeo sarebbe agli sgoccioli e questo potrebbe fare di lui il perfetto candidato italiano. L’incognita principale è capire chi, nel frattempo, si sarà insediato a Palazzo Chigi. Fuori dai confini, invece, la sfidante principale è la Gren Bretagna, che reclama per sé la preziosa poltrona avanzando i nomi dell’ex premier Theresa May e dell’ex ministro William Hauge.

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