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Il Corriere si inventa un “green pass obbligatorio a scuola”: siamo al terrorismo mediatico

Nell’epoca della dittatura sanitaria, dei media totalmente asserviti e di un governo che tira dritto per la sua strada, tra obblighi e ricatti, ignorando tutti gli allarmi che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo sul fronte vaccini, succede di imbattersi in titoli come quello di un articolo pubblicato recentemente dal Corriere della Sera. “Green pass obbligatorio per scuola, trasporti e mezzi pubblici: che cosa cambia dal 1° settembre”. La conferma, ce ne fosse bisogno ulteriore, di come tutto, ormai faccia brodo, nel tentativo di spaventare i ragazzi e spingerli alla somministrazione.

Il Corriere si inventa un "green pass obbligatorio a scuola": siamo al terrorismo mediatico

A leggere quelle poche parole, infatti, verrebbe immediatamente da pensare: il governo ha imposto l’obbligo di vaccinazione per i ragazzi, senza non potranno tornare in aula. Niente di più falso, invece, eppure anche una testata teoricamente autorevole come il Corriere si presta ormai puntualmente, come tanti altri, a questo vero e proprio terrorismo mediatico. Per i ragazzi, al momento di rientrare a scuola, non scatteranno obblighi. Anche chi non avrà il Green pass, quindi, potrà tranquillamente frequentare le lezioni.

Le uniche regole che i ragazzi italiani dovranno rispettare quando sentiranno nuovamente il suono della campanella sono l’obbligo di mascherina, tranne per i bambini minori di 6 anni), il divieto di accedere alla scuola in caso di febbre superiore a 37,5° e una generica raccomandazione di distanziamento di almeno un metro. L’obbligo di Green pass scatterà, semmai, per il personale scolastico. Peccato che un titolo così non lo chiarisca, lasciando che le famiglie, spaventate, valutino l’opportunità di correre a vaccinare i propri figli per evitare guai.

Tutto, d’altronde, punta ormai da settimane verso la stessa direzione: i ragazzi italiani devono essere vaccinati, costi quel che costi. Ignorando gli allarmi che nel frattempo arrivano da tutto il mondo sull’efficacia e sulla pericolosità dei farmaci, e il fatto che i costi, per quanto riguarda la popolazione più giovane, possano essere superiori ai benefici di un’eventuale somministrazione. Ragionamenti che a Draghi e ai suoi ministri, evidentemente, importano poco. Con i media pronti a martellare ancora per spaventare le famiglie e costringerle a piegarsi.

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