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“Vaccini inutili in alcuni casi”. Gismondo asfalta Conte, Draghi e Speranza: “Clima di persecuzione”

Pubblicato il 27/02/2023 14:05
Gismondo Covid vaccini
Maria Rita Gismondo

Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, è stata fin dal primo momento in prima linea nella battaglia per la verità su Covid e vaccini. E ora che tutto rischia di finire in secondo piano non intende indietreggiare e vuole tenere alta l’attenzione su quanto è successo negli anni pandemici, per evitare che tutto venga insabbiato e che chi ha avuto delle responsabilità resti impunito. “In molti abbiamo sperato non soltanto che si voltasse pagina, ma anche che non si mettesse il coperchio su ciò che è stato fatto, per non ripetere più gli stessi errori. Mi sembra invece che stiamo sprecando quest’occasione”. Queste le sue parole, insieme a tante altre, a La Verità, in un’intervista a Maddalena Loy. La Gismondo è nera per la rabbia e, come le è solito, non le manda di certo a dire. Sentirla è una goduria. (Continua a leggere dopo la foto)
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A proposito della commissione d’inchiesta sul Covid, ad esempio, Gismondo aggiunge: “Non può essere affidata soltanto alla politica. O meglio: devono essere prima di tutto gli scienziati ad analizzare ciò che è successo, in seconda battuta gli esperti di politiche sanitarie. Ci dovrebbe essere un connubio tecnico-politico che conduca alla miglior soluzione per il cittadino”. E allora che dire di Pd e 5 Stelle che vogliono coinvolgere gli stessi scienziati che hanno gestito la pandemia? Gismondo è netta: “Questa è un’assurdità. Se il lavoro della commissione consisterà nel riconvocare soltanto gli stessi autori della gestione pandemica, non sarà certo un esame obiettivo. Nessuno ha mai detto ‘ho sbagliato'”. (Continua a leggere dopo la foto)

Per Gismondo l’errore più eclatante commesso durante la pandemia di Covid è stato il trattamento riservato a bambini e ragazzi. “Se guardiamo le tabelle dell’Istituto superiore di sanità di fine 2020 – quando ancora i vaccini dovevano arrivare – i decessi erano concentrati negli anziani con almeno tre o quattro patologie. Senza voler trascurare i casi che hanno colpito altre fasce di età, è un fatto che abbiamo messo al 41 bis i giovani, costringendoli prima alla Dad e all’isolamento, poi a vaccini non necessari per la loro fascia di età, esponendoli peraltro ad alcuni effetti collaterali“. Una considerazione da brividi e che dovrebbe far tremare Conte, Draghi e Speranza. Anche sugli eventi avversi Gismondo è molto critica: “Non c’è stata una farmacovigilanza reale. Quando un farmaco è totalmente nuovo, e sperimentato in maniera incompleta vista la situazione di emergenza, bisogna annotare qualsiasi sintomo, anche se può apparire non correlato, perché ha un senso, quello di conoscere meglio il farmaco e utilizzarlo al meglio. Questo non è stato fatto. Anzi: c’è stato un periodo in cui i medici avevano addirittura timore di registrarli, gli effetti collaterali“. (Continua a leggere dopo la foto)

Per Gismondo c’è stato un palese clima di persecuzione nell’era Covid e vaccini: “Sono stati espulsi dagli ordini medici che curavano i pazienti, questo non si è mai sentito nella storia della medicina. E curare i pazienti – obbligo deontologico – durante la pandemia gestita da Speranza è quasi diventato un torto”. Poi un’altra bordata: “Non consentire di avanzare il minimo dubbio su eventuali effetti collaterali, certamente è stato fatto con dolo. Non conosco il perché, ma la sensazione è che ci siano state delle linee comportamentali segnate, e che al di fuori di queste non si potesse e non sì dovesse andare. Non si può affatto escludere che il Covid sia stata anche una grandissima opportunità di mercato per qualcuno: gli altri vaccini che fine hanno fatto?”.

Gismondo: “Una cosa da regime”

Infine, Gismondo accusa il grande spreco di denaro nell’era Covid e vaccini: “Si è perso il controllo delle spese sostenute per fronteggiare la pandemia. Le mascherine, i respiratori abbandonati nelle cantine degli ospedali… è so-lo la punta dell’iceberg ed è un debito che stiamo pagando noi. Non abbiamo il diritto di sapere se questo immenso budget è stato amministrato bene o male e se ci siano stati, come è evidente anche se non se ne parla, degli sprechi”. Quanto ai colleghi, Gismondo confessa una cosa da brividi: “Il consenso mi è stato manifestato in silenzio, in maniera quasi carbonara: una cosa da regime“.

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