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Giorgetti difende l’euro e l’Europa. Pensando al governo tipo Draghi

Le acque in casa Lega sono sempre più agitate, e adesso si parla di vera e propra spaccatura. Da una parte i fedelissimi di Salvini, dall’altra la corrente di Giorgetti. Il primo, almeno a parole, continua a bombardare sul governo e a spingere per un’uscita dall’Euro. L’altro, invece, ora difende la moneta unica e spinge per un governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi. È questa, in sintesi, la strategia che Giorgetti propone dalle colonne del Wall Street Journal. L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, dunque, si contrappone a Salvini che invece continua a premere per le elezioni anticipate. Giorgetti, interpellato dal noto giornale finanziario americano, è di tutt’altro avviso: “Un momento di tregua istituzionale – spiega – che veda impegnate le migliori risorse di questo paese, per poi tornare al voto” quando l’emergenza si farà meno acuta.

Come riporta Il Foglio, Giorgetti precisa anche che l’Italia resterà ancorata all’euro, malgrado i difetti della moneta unica. “Per l’Italia – dice il deputato leghista – la possibilità di lasciare l’euro esiste in teoria, ma non esiste nella pratica. Il debito pubblico italiano è nelle mani di creditori che determinerebbero immediatamente il nostro default”. E da qui viene l’altra grande spaccatura, anche con Borghi e Bagnai che invece si stanno battendo per il ritorno della Lira.

A questo punto c’è da capire quale delle due anime prevarrà all’interno della Lega. Con Salvini sempre più in difficoltà nei sondaggi, e con Zaia (vicino a Giorgetti) che avanza, il Carroccio è spaccato e in crisi d’identità. Giorgetti è chiaro e determinato: “Come democratico, penso che le elezioni siano sempre una cosa positiva, ma questa non è una situazione normale”, gli aiuti del governo “sono morfina distribuita alla popolazione, qualcosa che può anche avvelenare una campagna elettorale”.

Infine, a giudizio di Giorgetti, l’Italia deve vincere il suo complesso di inferiorità e combattere per la tutela dei suoi interessi nazionali dentro l’Eurozona come fa la Germania, commenta il quotidiano finanziario statunitense. “Ho un’idea chiara su da che parte stiamo: Europa. Ma non possiamo essere europei che si limitano a sopportare le decisioni prese da altri”.

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