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“Il tartufo, vi porto dentro una eccellenza”. Il viaggio-racconto di Paragone (VIDEO)

Pubblicato il 05/09/2023 16:30
Gianluigi Paragone tartufo

Prima le nocciole, ora il tartufo. Continua il viaggio di Gianluigi Paragone tra le eccellenze italiane. Nella sua ultima diretta Facebook, pubblicata il 5 settembre, il fondatore di Italexit racconta, insieme a Luigi, questo mondo magico. “Siamo nel cuore del tartufo bianco: Montechiaro, nei paesi del Monferrato”. Insieme a Paragone e al tartufaio Luigi c’è anche il cane: “Il cane è tutto, è l’80%. Poi il tartufaio deve ovviamente avere la passione, la determinazione, perché è fatica stare nei boschi notti intere”. Perché la raccolta, infatti, avviene di notte. E Luigi spiega perché: “Innanzitutto il cane è più tranquillo e non è distratto da altri rumori; e poi non devi far vedere agli altri dove sono. E poi il tartufo è in posti particolari… A volte ne trovi 1, a volte 5, a volte nessuno”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Gianluigi Paragone lascia ancora la parola a Luigi, il quale racconta dell’esperienza particolarissima della visita di Cristiano Ronaldo, quando giocava nella Juve, e di questi luoghi, che sono i luoghi di papa Bergoglio: “Questa strada ci porta alla cima della collina, dove si vede la casa in cui è nato il bisnonno di papa Francesco”. Tartufo nero o bianco? “Sono due cose completamente diverse. Il tartufo nero qui fino a 20 anni fa non si raccoglieva nemmeno”. Paragone stimola Luigi all’argomento del cambiamento climatico: “Il tartufo ha bisogno di una bella primavera, abbastanza umida, con le piogge normali. Fine estate, inizio autunno deve continuare a piovere ogni 15-20 giorni, per tenere il terreno umido. Ma il cambiamento c’è, adesso si coglie fino a Natale, cosa che prima non accadeva mai”. (Continua a leggere dopo il video)
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Paragone poi sposta il discorso sull’aspetto economico e redditizio: “Attorno al tartufo c’è un giro impressionante. Ci sono aziende che fanno dei fatturati pazzeschi. Ma anche la legge è molto confusa, andrebbe rivista. Sia per il discorso del patentino che per la soglia dei 7mila euro”. Infine, Luigi racconta della terra, del legame che ha con essa, su quelle stesse strade in cui passava il nonno. Ed è Paragone stesso a ribadire l’importanza di questo rapporto, con le nuove generazioni che – ahinoi – lo stanno sempre più perdendo. E’ anche per questo che il leader di Italexit ha scelto questa modalità di racconto delle eccellenze italiane, uscendo ogni tanto dai dibattiti e dalle questioni squisitamente politiche.

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