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L’evasione fiscale dei tedeschi di cui nessuno parla. Però ci fanno la morale…

Adesso i tedeschi “scoprono” di avere un problema di evasione fiscale. La tanto rigida e rigorosa Germania, che insieme ai Paesi del Nord Europa si è contraddistinta nelle ultime settimane per la dura battaglia nei confronti dell’Italia e dei Paesi del Sud maggiormente colpiti dalla pandemia di coronavirus, ora deve fare i conti con un problema interno di cui nessuno parla e che invece è assai degno di nota. Ci fanno, e ci hanno fatto, la morale sul fatto che gli italiani sono tutti evasori, e per questo vorrebbero controllare loro le nostre politiche economiche con le condizionalità legate ai finanziamenti europei, e adesso scoprono di essere anche loro dei grandi evasori.

Va così questa Europa. Gli olandesi che fanno dumping fiscale e vogliono negare gli aiuti all’Italia, e la Germania che fa la morale sull’evasione e nasconde quella propria. Ora è bene far sapere che Paesi come la Germania, la Danimarca, la Svezia e l’Austria non hanno ancora nella propria normativa un tetto all’utilizzo dei contanti, e questo favorisce l’evasione fiscale e il mercato del nero. Come spiega molto bene Andrea Massardo su InsideOver, “ogni tedesco possiederebbe mediamente 1364 euro all’interno delle proprie mura domestiche”.

Se sono euro tedeschi, però, va bene. Secondo la Germania, però, la stessa cosa non possono farla gli italiani, ed è per questo che dall’alto trono di Berlino hanno imposto al nostro Paese una serie di riforme legate proprio alla lotta all’evasione fiscale. Frugali o furbetti? “Questa tendenza evidenzia un grosso rischio per la possibilità che vengano commessi reati legati all’evasione fiscale nelle trattative di compravendita”. Siamo al solito principio del predicare bene e razzolare male. Il principio cardine di questa Ue.

Anche nella rigorosa Germania, dunque, la popolazione non vede di buon grado l’utilizzo di strumenti tracciati di pagamento, preferendo il caro vecchio contante alle più tecnologiche soluzioni digitali odierne. “E soprattutto – sottolinea Massardo – denota una cultura ancora fortemente legata al commercio brevi manu e che si caratterizza per un accresciuta propensione all’evasione fiscale – particolarità, questa che è invece sempre stata criticata all’Italia, molto più avanti comunque di Berlino sulla questione”.

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