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“È stato Draghi a volere colpire la banca centrale russa”: la rivelazione del Financial Times

Pubblicato il 08/04/2022 12:34

Ci sarebbe la precisa volontà del premier Mario Draghi dietro la scelta di congelare le riserve in valuta estera, cogliendo alla sprovvista Mosca. A rivelarlo è l’autorevole testata britannica Financial Times, in un lungo articolod al titolo “La militarizzazione della finanza: come l’Occidente ha scatenato ‘shock and awe’ sulla Russia”. All’interno del pezzo, si racconta che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen avrebbe chiamato il presidente del Consiglio italiano chiedendogli di discutere i dettagli delle misure direttamente con la segretaria del Tesoro Usa.

”Un accordo era vicino, ma, a Washington, la segretaria del Tesoro Janet Yellen stava ancora rivedendo i dettagli della misura più pesante e sensibile per il mercato: sanzionare la stessa banca centrale russa”, si legge ancora nel testo pubblicato sul Financial Times. Gli europei sarebbero stati ansiosi di fare in fretta, e così von der Leyen avrebbe deciso di alzare il telefono per consultarsi direttamente con Draghi in merito al da farsi.

“Eravamo tutti in attesa, chiedendoci: ‘Come mai ci vuole così tanto tempo?'” ha dichiarto un funzionario dell’Ue al Financial Times. ”Poi è arrivata la risposta: Draghi deve usare la sua magia con Yellen. Entro la sera, l’accordo era stato raggiunto”. Il quotidiano ha ricordato anche come Yellen e Draghi siano dei veterani della crisi finanziaria, in grado di trasmettere calma a mercati finanziari nervosi. Ma, in questo caso, ”il piano concordato da Yellen e Draghi per congelare gran parte dei 643 miliardi di dollari di riserve in valuta estera di Mosca era qualcosa di molto diverso dal passato: stavano effettivamente dichiarando guerra finanziaria alla Russia”.

Un attacco mirato e voluto, dunque, con la firma del nostro premier, che in queste ore ha invitato gli italiani a tenere duro e fare sacrifici in cambio della pace in Ucraina. Il Financial Times ha infine sottolineato come ”in Europa è stato Draghi a spingere l’idea di sanzionare la banca centrale russa durante il vertice di emergenza Ue la notte dell’invasione. L’Italia, grande importatore di gas russo, in passato era stata spesso titubante riguardo alle sanzioni. Ma questa volta il leader italiano ha sottolineato come ‘le riserve valutarie della Russia potevano essere utilizzate per attutire il colpo di altre sanzioni” e che per evitarlo queste andavano congelate”.

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