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Dottoressa va a vaccinarsi con l’avvocato. Cosa è successo all’hub di Ferrara

È successo al centro vaccinale della Fiera di Ferrara. Ieri, 10 agosto, una dottoressa si è presentata all’appuntamento per ottenere la somministrazione del siero (e adempiere così all’obbligo per gli operatori sanitari) con l’avvocato di fiducia al seguito.

Cosa è successo? La dottoressa vaccinanda “ha chiesto alcuni chiarimenti” al medico vaccinatore, il quale però “non è stato in grado di fornire”. In seguito il legale, dopo aver sollevato contestazioni in merito al consenso informato, ha chiamato i carabinieri avanzando la richiesta di verbalizzare quanto successo. (Continua dopo la foto)

A dare la notizia lanuovaferrare.it e, con un comunicato stampa, il sindacato Fisi, sindacato che rappresenta gli addetti della sanità contrari all’obbligo vaccinale. Il legale inoltre -comunica Fisi- ha fatto notare che “essendo un obbligo, non è esigibile il consenso informato, e che il vaccino che avrebbero voluto somministrare, come chiaramente riportato dalla scheda illustrativa, “non fosse idoneo a prevenire Sarà Cov 2, come previsto dalla legge, ma per la infezione da Covid 19”, (tutt’altra cosa). (Continua dopo la foto)

Ovviamente all’hub si è creato trambusto. Nel verbale redatto dai carabinieri è stato dichiarato che l’Asl risulta “sprovvista di idoneo prodotto farmacologico previsto dalla legge”. Alla fine la vicenda si è conclusa che la dottoressa, giunta all’hub con regolare prenotazione non si è vaccinata e non ha firmato il consenso informato (consenso che alla luce di come stanno i fatti dovrebbe per l’appunto essere appellato per quello che è consenso disinformato), il medico vaccinatole non ha sottoscritto quanto sostenuto dal legale e i carabinieri hanno messo tutto a verbale. 

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