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Di Battista: “Il Movimento alzi la voce, compatti sul Mes. Prescrizione? Su quello il Pd dovrà cedere per forza”

Un Alessandro Di Battista a 360 gradi, quello intervistato dal Fatto Quotidiano. Che ha ribadito la fiducia a Conte, tornando però a insistere sui punti cardine del programma Cinque Stelle, sottolineando come sia necessario tenere una posizione netta, decisa. “Su questioni dirimenti come il Mes deve essere sovrano il Parlamento. Se io fossi un eletto, voterei contro il Mes: questo accordo così com’è rischia di spalancare le porte alla troika. L’Italia deve alzare la voce”.

Di Battista: "Prescrizione? Su quello il Pd dovrà cedere per forza"

Il fondo “Salva-Stati” europeo, la giustizia e le fondazioni dei partiti sono gli argomenti di stretta attualità che vedono il Movimento chiamato a dire la sua, a costo di scontrarsi con gli alleati di governo dem. Di Battista si è mostrato solidale con i deputati che all’EuroParlamento hanno votato contro la commissione Von der Leyen: “Nella maggioranza dei suoi componenti è fatta di esponenti del liberismo, e il Movimento invece deve essere sempre più anti-liberista. Le proteste in varie parti del mondo sono contro questo sistema, contro l’establishment”.

“Voglio che il Movimento porti avanti le sue battaglie – ha proseguito Di Battista – come la revoca delle concessioni ai Benetton. Su questo ci giochiamo il futuro. Alle prossime elezioni politiche? Ci sarò. La passione è sempre fortissima”. Altra battaglia chiave, quella sul conflitto di interessi, resa nuovamente attuale dalle vicende sulla fondazione Open: “La corruzione non è più quella delle bustarelle, ma si fa con le consulenze. E l’unico modo per smascherarla è una serie legge sul conflitto d’interessi. Prima la politica era più forte delle lobby, poi le lobby hanno prevalso e ora i politici si trasformano direttamente in lobbisti”.

La sfida al Pd è lanciata soprattutto su un tema, quello della prescrizione: “Il Movimento Cinque Stelle non deve assolutamente cedere. Fosse per me, andrebbe bloccata al momento del rinvio a giudizio. È evidente che se il Pd votasse con Forza Italia contro questa riforma il M5s non potrebbe portare avanti questo governo. Ma non credo accadrà”.

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