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Il governo si “scorda” di nuovo di pagare i debiti di Stato agli italiani

Non solo i cittadini e le imprese non stanno ricevendo aiuti da parte dello Stato, ma lo Stato non riesce nemmeno a ripagare i debiti che ha proprio con i cittadini e le imprese. E in un momento così è chiaro che già pagare quei crediti sarebbe una bella boccata d’ossigeno per migliaia di persone. Intanto, l’ennesimo “sblocca debiti” della Pubblica amministrazione è partito. Come spiega Giovanni Trovati su Il Sole 24 Ore, si “punta a liquidare almeno due terzi delle fatture arretrate degli enti territoriali. Molto dipenderà dalla rapidità della risposta da parte di Regioni, enti locali e Asl, chiamate dal decretone anticrisi a bussare alla porta di Cassa depositi e prestiti entro il 7 luglio per ottenere le anticipazioni di liquidità e con questi soldi onorare le fatture scadute fino all’anno scorso”.

Quel che è certo, è che neppure stavolta, però, si riuscirà a cancellare un problema su cui l’Italia ha già maturato una condanna della Corte Ue. Trovati siporta i dati sul confronto internazionale disegnato da Eurostat e dice che “la Pa italiana è la peggiore pagatrice d’Europa: le statistiche indicano da noi un arretrato intorno al 2,8% del Pil (i 50 miliardi chiesti da Confindustria agli Stati generali), contro l’1,5% del Pil in Germania e l’1,3% in Francia. Nel governo i ministeri ‘con portafoglio’, dotati cioè di budget e di autonoma capacità di spesa, sono 12. E 9 di loro pagano mediamente in ritardo rispetto ai termini di legge”.

Altri numeri ripresi dall’articolo del Sole per capire meglio questo disastroso fenomeno: “Nei primi tre mesi dell’anno il Viminale ha portato in pagamento fatture che in media avevano 93 giorni di vita di troppo rispetto ai tempi dettati dalla legge. Al ministero della Difesa i giorni di ritardo medi sono 81, ai Beni culturali 38 e alle Infrastrutture 22. Giorni ‘medi’, è il caso di ripetere: e la media è figlia di tante situazioni diverse, in cui la fila alla cassa contempla anche fornitori impegnati in attese decisamente più lunghe. A denunciare questi numeri sono gli stessi ministeri, obbligati come tutte le pubbliche amministrazioni a pubblicare nella sezione del loro sito dedicata alla ‘trasparenza’ un indicatore che la legge chiama con speranzosa audacia ‘tempestività dei pagamenti’ anche se nell’ampia maggioranza dei casi ne misura la lentezza”.

E quando dai ministeri si passa agli enti territoriali la realtà si fa ancora più ramificata. Sulla questione della necessità di velocizzare i tempi e pagare questi debiti si è tornati a discuterne anche ieri alla Camera, “dove è stato respinto un emendamento della Lega al decretone anticrisi per attivare una compensazione a tutto campo fra debiti e crediti verso la Pa”. Il governo, dunque, anche su questo fronte sonnecchia e promette spiccioli: pochi per risolvere una questione multimiliardaria.

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