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Controlli, multe, chiusure forzate: così il green pass si abbatte sugli italiani

Non ha voluto sentire ragioni, il governo, al momento di introdurre il famigerato Green pass. Calpestando i diritti degli italiani, obbligandoli di fatto alla vaccinazione, ignorando i tanti allarmi che arrivano da oltre i confini e che sottolineano come degli attuali farmaci non conosciamo ancora del tutto i rischi, soprattutto quelli a lungo termine. E così, con i controlli al via proprio in queste ore, ecco arrivare l’ennesimo colpo inferto a imprenditori, commercianti e ristoratori italiani. Che ora rischiano grosso.

Controlli, multe, chiusure forzate: così il green pass si abbatte sugli italiani

Cosa succede, si sono chiesti in molti, in caso di mancato controllo del Green pass da parte de proprietario o del dipedente di un’attività? Come chiarito dallo stesso esecutivo, chi sarà trovato senza il certificato in un luogo in cui è invece previsto si troverà tra le mani una multa per un importo compreso tra i 400 e i 1.000 euro. In caso di falsificazione dei dati, può scattare anche la denuncia.

Non se la passa meglio il gestore: qualora le forze dell’ordine dovessero accertare che non ha svolto il suo ruolo di “controllore”, intimando a tutti di mostrare il pass, anche per lui arriverà infatti una sanzione tra i 400 e i 1.000 euro. In caso di violazione reiterata, inoltre, per tre volte in giorni diversi, “l’esercizio potrebbe anche essere chiuso per un periodo compreso tra uno e dieci giorni”.

Dopo il caso generato da una confusa ministra degli Interni Luciana Lamorgese, inoltre, è stato chiarito che i ristoratori e i titolari delle altre attività sono “obbligati a chiedere il green pass ai clienti”, ma non il documento di identità. Quest’ultimo sarà invece chiesto soltanto “qualora appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione”.

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