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Cassa integrazione in Italia, dividendi in Francia: il “trucchetto” di Arnault e Pinault

Pubblicato il 29/05/2020 19:30

Usufruire della cassa integrazione in Italia ma distribuire ricchi dividendi in Francia. Non è bastata nemmeno la crisi che ha colpito milioni di famiglie in tutto il mondo e messo in ginocchio altrettanti imprenditori a correggere i comportamenti di alcune aziende che, in questi giorni, sono finite nell’occhio del ciclone per il loro modo di operare tutt’altro che in linea con quei principi di solidarietà che il momento imporrebbe. Nel mirino sono finite in particolare Arnault e Pinault, marchi del lusso accorsi nel nostro Paese per battere cassa, come raccontato da Giovanni Pons sulle pagine di Repubblica.

Cassa integrazione in Italia, dividendi in Francia: il "trucchetto" di Arnault e Pinault

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, in maniera molto più netta del dirimpettaio d’oltralpe Gualtieri, aveva invitato non a caso le azienda a non versare dividendi. A seguire, alcuni marchi illustri come Chanel avevano annunciato di non voler aiuti pubblici per non gravare sulla casse di Roma o Parigi in un momento in cui altre imprese, ben più fragili, andavano sostenute. Hermès si era presto unito, rinunciando alla cassa integrazione per tutta la durata dell’emergenza. Di tutt’altro avviso, invee, Arnault e Pinault, che controllano Lvmh e Kering e che vantano fatturati miliardari. Entrambi, chiusa la porta di Francia, sono venuti a bussare a quella del Bel Paese.

Cassa integrazione in Italia, dividendi in Francia: il "trucchetto" di Arnault e Pinault

Lo stratagemma è semplice: visto che l’Italia è patria della manifattura di lusso e che negli insediamenti produttivi sparsi per il Paese, ai quali si appoggiano molti marchi importanti, è stato fatto ricorso alla cassa integrazione, seguendo le direttive dei decreti Conte, i due colossi che operano nel nostro territorio con svariati marchi non si sono lasciati sfuggire l’occasione. Ottenendo una bella mano nonostante, a guardare il bilancio, non risultino affatto necessità di liquidità urgente. Agli aiuti hanno fatto ricorso anche i vari Prada, Tod’ s, Cucinelli, Moncler, Aeffe, Valentino, Luxottica. Con la differenza che mentre i marchi italiani hanno deciso di non distribuire dividendi tra gli azionisti per il 2020, i francesi si sono mossi in direzione opposta.

Cassa integrazione in Italia, dividendi in Francia: il "trucchetto" di Arnault e Pinault

Lvmh e Kering hanno infatti deciso semplicemente di ridurre solo del 30% il dividendo, confermando il 70% che sarà deliberato dalle assemblee di giugno. Una rinuncia che per il primo dei due brand vale circa 600 milioni, per il secondo 430 milioni, accompagnati dalla riduzione delle remunerazione per l’anno in corso. Lvmh si è giustificata sostenendo che distribuire comunque il 70% del dividendo sia giustificato dal fatto di essere una public company con 70 marchi, diversificata anche al di fuori della moda. Il tutto senza specificare con certezza quale sia il contributo delle manifatture italiane, una trentina, e se sia superiore o inferiore al 30%. Domande che al nostro Tesoro, evidentemente, interessavano fino a un certo punto.

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