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Caos Green pass a mensa. Tutti contro tutti, mentre il governo tace

Hanno fatto il giro d’Italia, le immagini choc degli agenti di polizia e dei carabinieri costretti a consumare il loro pasto, un panino, seduti sul bordo della strada o sui gradini della caserma perché sprovvisti di Green pass. L’ennesima follia di un governo che umilia i lavoratori e ricatta i propri cittadini, imponendo loro una dittatura sanitaria alla quale è impossibile ribellarsi senza conseguenze. Un caso che rischia di esplodere con ancora maggiore forza dopo le vacanze estive, ora che Draghi & co. hanno stabilito che per le consumazioni al tavolo nelle mense aziendali o nei locali adibiti a servizio di ristorazione sia necessario il certificato vaccinale.

Caos Green pass a mensa. Tutti contro tutti, mentre il governo tace

Un provvedimento alla base di mille problemi logistici e normativi, tra l’altro. Innanzitutto perché l’obbligo del pass nelle mense è stato introdotto attraverso delle semplici “faq”, ovvero rispondendo a domande che venivano poste dagli interessati dalla norma, e non attraverso un vero e proprio atto legislativo. E poi perché oltre agli agenti, anche in molte aziende si stanno scatenando vibranti proteste: alla Hanon System di Campiglione Fenile (Torino), l’accesso alla mensa è stato reso libero per tutti dopo minacce di scioperi e proteste.

C’è poi un’altra questione, sollevata dal Garante della Privacy: per tutelare la dignità e la libertà dei dipendenti sui luoghi di lavoro, “non è consentito al datore raccogliere direttamente dai dipendenti, dal medico compente, o da altri professionisti sanitari o strutture sanitarie, informazioni relative all’intenzione del lavoratore di aderire alla campagna o alla avvenuta somministrazione (o meno) del vaccino e ad altri dati relativi alle sue condizioni di salute”. Peccato che un dipendente escluso dalla mensa sarà facilmente riconoscibile dai colleghi, costretto a mangiare fuori, lontano da tutti.

I sindacati, pur smentendo di essere “no-Vax”, chiedono di essere coinvolti nei processi decisionali, fin qui adottati dal governo senza ascoltare alcuna campana. E puntano il dito contro norme che creano disparità tra lavoratori e tensioni. Il governo continua a non voler fare chiarezza, contribuendo a un senso di confusione generale che continua ad alimentare rabbia e proteste. Ma d’altronde a Draghi e ai suoi fedelissimi ormai interessa soltanto vaccinare tutto e tutti. Tutto il resto è ampiamente sacrificabile.

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