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Bidelli in sciopero contro il Green pass: preside costretto a rimandare a casa 700 ragazzi

Nell’Italia del Green pass ormai obbligatorio non solo per avere una vita normale, ma anche per lavorare, c’è chi ancora rifiuta di piegarsi alle imposizioni della dittatura sanitaria. Episodi che si susseguono, tra proteste e prese di posizione nette: l’ultimo è andato in scena nell’Istituto comprensivo Nord di Prato, dove il preside Riccardo Fattori si è trovato a dover mandare a casa 700 alunni della scuola media Fermi e della quinta della primaria Meucci perché non c’erano bidelli a garantire il regolare servizio di sorveglianza.

Bidelli in sciopero contro il Green pass: preside costretto a rimandare a casa 700 ragazzi

Le lezioni sono state così sospese a causa dello sciopero nazionale indetto da Anief e Sisa, al quale come raccontato dal Tirreno hanno aderito “praticamente tutti i collaboratori scolastici della Fermi per protestare soprattutto contro il Green pass obbligatorio: una doccia gelata per i genitori costretti a riorganizzarsi all’ultimo minuto ma soprattutto per tanti ragazzini desiderosi di rivedere i compagni di classe dopo un lungo periodo di didattica a distanza”.

La prima campanella dell’anno, dopo tanta attesa, non è così suonata. Niente da fare per gli studenti delle medie ma anche per i bambini dell’ultimo anno di primaria Meucci, che fanno lezione alla succursale di via Corsani. Una situazione ingestibile per il dirigente Fattori, costretto a dividersi fra la sede centrale e la succursale distanti pochi metri l’una dall’altra in via Gherardi e via Corsani: “Alle famiglie era stata data comunicazione attraverso il sito che il servizio poteva non essere garantito. Tuttavia, il nodo si scioglie sempre la mattina stessa degli scioperi annunciati perché non esiste ‘’obbligo per il personale di dichiarare o meno la propria adesione”.

Trovandosi di fronte i cancelli chiusi, visto che non c’erano nemmeno i bidelli ad aprirli, ai genitori non è così rimasto altro da fare che riportare a casa i propri ragazzi. Nel pacchetto di rivendicazioni di Anief sono finite innanzitutto la questione del Green pass obbligatorio, l’assenza di provvedimenti per ridurre il fenomeno delle “classi-pollaio”, l’indennità rischio Covid per il personale scolastico. “Avendo diverse assenze tra i collaboratori scolastici – ha spiegato il preside – è bastato poco perché si determinasse una situazione come quella che ha portato a tenere le scuola chiusa nel primo giorno di scuola”.

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