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Altro che giubileo fiscale: tasse per 29 miliardi a fine giugno

Altro che giubileo fiscale e aiuto a cittadini e imprese! 

Il momento della verità è arrivato e con esso si svuotano come palloncini tutte le promesse finora fatte. Il quotidiano “Libero” riferisce che gli italiani nel momento più acuto della crisi, a fine giugno, si ritrovano a dover pagare 29 miliardi di tasse tra Irpef, Ires e cedolare secca sugli affitti. 

Viene da sè che dopo mesi di lockdwn, contribuenti e aziende non siano in grado di far fronte a tali spese e che pertanto ci sarà un elenco infinito di sanzioni e pagamenti con interessi per tutti coloro i quali non rispetteranno le scadenze. O meglio verrebbe da sè, ma evidentementenon è così. O il governo è letteralmente sradicato dalla realtà oppure arrivati a questo punto, l’unica cosa che verrebbe da pensare, considerata l’assurdità della situazione, è che il governo lo faccia di proposito. 

A fine giugno come ricostruisce Unimprese, l’Italia dovrà versare 29 miliardi di imposte. Di questi, 11,7 sono i tributi per il 2019 e 17,2 per il 2020. Parliamo dunque di cifre rilevanti che, come evidenzia Marco Salustri, consigliere di Unimpresa, “potrebbero dare ossigeno a imprese e famiglie, contribuendo a far ripartire i consumi, investimenti e pagamenti di stipendi e fornitori”. Al di là dell’aspetto logico e pratico, “tutti dovrebbero concorrere alle spese pubbliche in ragione delle loro capacità contributive e in tempi drammatici come questi i contribuenti non hanno affatto capacità contributive”.

Salustri, inoltre, fa notare che le imprese più deboli saranno quelle più soggette ai colpi perchè non tutelate dal governo, il quale ha concesso il beneficio immediato eliminando il pagamento della prima rata dell’Irap -imposta regionale sulle attività produttive- solo a coloro i quali hanno avuto un incremento del reddito nel 2019. 

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