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Allarme del Turismo, 60% degli alberghi chiusi, 100mila stagionali a casa

La drammatica diminuzione di presenze sta facendo crollare il settore del turismo! Le 18 settimane della Cassa integrazione per questo comparto si sono esaurite. Migliaia di lavoratori rischiano di essere lasciati per strada e migliaia di imprese di fallire, le assunzioni sono netttamente inferiori. I fatturati sono scesi drasticamente. E in tutto questo il Governo tace. 

“Non possiamo permetterci ulteriori ritardi, aziende e lavoratori stanno aspettando la prororoga della cassa integrazione”, spiega Maria Carmela Colaiacovo, vicepresidente Confindustria Alberghi.

Oltre il 60% degli hotel è chiuso per assenza di clienti, mentre le strutture riaperte ne hanno pochi, il che significa riduzione notevole dei fatturati e buona parte dei dipendenti lasciati a casa. La Federazione Federturismo quantifica i danni, “più di 40mila aziende del comparto rischiano il fallimento a causa della solidità finanziaria, mentre a giugno 100mila stagionali non sono stati convocati dalle imprese”.

Anche dall’ufficio studi Fipe-Confcommercio i dati sono allarmanti: nel 2019 il settore ha visto l’assunzione di quasi 105mila addetti, contro i 57mila di questo anno. 

Il turismo con lo scoppio del coronavirus è tra le industrie più colpite, ma nulla è stato fatto per supportare la filiera che da sola vale il 13% del Pil. 35-40% di presenze a Firenze, ma non solo, tutte le città d’arte italiane sono vuote. In Costa Smeralda a giugno c’è stato il crollo del fatturato dell’85%, a luglio i ricavi si aggireranno attorno al 20-25% rispetto lo stesso mese dello scorso anno.

Insomma per far fronte a questo crollo economico del settore è necessario che “la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti siano prorogati fino a dicembre”, attesta Marina Lalli, presidente Federturismo. 

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