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Alitalia non decolla, gli stipendi dei capi sì: i dirigenti premiati per i “buoni risultati”

Cosa c’è di male nel premiare i dirigenti di un’azienda per gli ottimi risultati ottenuti? Niente, penserete voi, anzi. Un riconoscimento per un lavoro svolto in maniera impeccabile e che ha portato beneficio a tutti, dipendenti compresi. Il quadro inizia però a prendere sfumature decisamente più inquietanti se l’impresa in questione si scopre essere quell’Alitalia che proprio in questi giorni cerca disperatamente di essere salvata, poco importa se da Delta, Lufthansa o altri.

Alitalia, aumenti per i dirigenti

Al netto di tutte le valutazioni possibili e immaginabili, non può allora non far storcere il naso apprendere come i commissari Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo abbiano nominato in questi mesi 48 dirigenti, dei quali 5 promossi dall’interno e e 43 provenienti da fuori. Tutti con in dote stipendi di tutto rispetto, per niente in linea con la realtà di un’Alitalia che vede i lavoratori costretti a ricorrere alla cassa integrazione e che non ha saputo far fruttare un maxi prestito di 900 milioni di euro ricevuto dallo Stato.

Il Fatto Quotidiano racconta di un manager gratificato con la bellezza di 300 mila euro lordi l’anno, un altro fermo a quota 270 mila comprensivi però di auto di servizio e paracadute di 12 mesi. Ad altri ancora, Alitalia paga l’alloggio e la scuola per i figli. Insomma, l’azienda è in una situazione tragica, i dirigenti ricevono trattamenti addirittura superiori alla media mondiale (considerate che un manager ha uno stipendio medio di 120 mila euro annui). A festeggiare sono anche gli stessi commissari, che hanno già incassato 10 milioni circa tra percentuale e remunerazioni.

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Un quadro allucinante, venuto a galla proprio nei giorni in cui si discute di un possibile, ulteriore prestito di 400 milioni che dovrebbe essere inserito nella manovra. Nel frattempo, dati alla mano, emerge la vera specialità dei commissari Alitalia: ricorrere alle consulenze. 716 mila euro finiti a BostonConsulting, 348 mila a Ernst & Young, 20 mila al mese a Rotschild, 8 mila mensili allo studio legale Bonelli Erede. In attesa che tutti questi pareri portino, primo o poi, anche qualche risultato di rilievo.

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