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A testa bassa contro l’Europa: Meloni asfalta Lagarde e la Bce (il VIDEO)

Pubblicato il 29/12/2022 18:12

Un deciso affondo contro le istituzioni comunitarie giunge da Giorgia Meloni. La conferenza stampa di fine anno, rito tradizionale, e un po’ stantio, per ogni presidente del Consiglio, è spesso monotona e priva di spunti interessanti, ma oggi la premier ne ha rilasciati diversi. A partire dalle parole indirizzate contro Christina Lagarde e la Bce di cui è a capo. Il recente rialzo dei tassi d’interesse, nonché la strategia comunicativa della Banca centrale europea, sono stati i principali oggetti delle critiche. “Le fluttuazione sui mercati vanificano il lavoro che i governi fanno quotidianamente”, ha detto la premier, rivendicando il diritto di “dire cosa si pensa”. E quel che lei pensa è che “La Banca centrale europea ha una sua autonomia, noi la rispettiamo”, così come la Bce “deve rispettare l’autonomia della politica”. Nella situazione in cui ci si trova, inoltre, sarebbe meglio evitare “delle scelte peggiorative” e più utile “gestire bene la comunicazione” su tali scelte, capaci di generare il panico nei mercati. Inoltre, appare piuttosto evidente anche il richiamo e la rivendicazione della propria autonomia, in merito alla approvazione del Mes, che il governo ha vincolato al voto del Parlamento, eludendo gli appelli della stessa Lagarde, che auspicava l’approvazione. E “in tempi brevi”. Meloni non intende farsi dettare l’agenda delle priorità, né da Bruxelles né da Francoforte, da tempo abituate ad assegnare i compiti a casa. (Continua a leggere dopo il VIDEO)

Naturalmente, al di là dell’affondo contro la Bce, la conferenza ha abbracciato diversi altri temi. La manovra di bilancio, ad esempio, portata a termine con il via libera del Senato grazie a 107 voti a favore, proprio pochi minuti prima di presentarsi alla conferenza stampa, che è “sintesi di due mesi di governo”. Una manovra “politica”, dunque, ancor prima che finanziaria.Meloni è tornata anche sulla riforma del Reddito di cittadinanza. Ecco le sue parole: “Ci siamo presi sette mesi per i percettori di reddito per chi può lavorare tra 18 e 59 anni senza figli a carico perché vogliamo affrontare la sfida di trovare a queste persone un posto di lavoro”.  (Continua a leggere dopo la foto)

Un deciso affondo contro le istituzioni comunitarie giunge da Giorgia Meloni, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Poi, spazio al rinnovato allarmismo sul fronte Covid. Meloni tranquillizza: “abbiamo imposto il tampone immediato per chi arriva dalla Cina”. Decisione che, tuttavia, non è efficace se non presa a livello europeo. “Abbiamo chiesto all’Unione europea e speriamo che voglia operare in questo senso”, ha perciò aggiunto. Il Qatargate? È un tema di partito”, nel senso che riguarda una famiglia politica “ma non l’Italia”.

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