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Il governo non aiuta? Gli sciacalli stranieri mettono le mani sugli hotel italiani

Il nostro turismo è al palo. E ad aggravare la situazione non sono solo i pochissimi arrivi, ma anche l’incapacità del governo di dare un sostegno concreto a tutte le strutture e ai lavoratori che orbitano intorno a questo settore. In queste ore c’è un fantasma che si aggira per l’Italia, ed è quello degli sciacalli stranieri che stanno mettendo le mani sui nostri alberghi, sui nostri B&B, sulle nostre case vacanza. Perché i soldi che Conte ha promesso gli albergatori li hanno anche chiesti – ci hanno sperato -, ma non sono ancora arrivati. Si tratta dei famosi prestiti garantiti dallo Stato che per molti alberghi significano sopravvivenza. Niente. E quindi, soprattutto se si ha famiglia, si deve scegliere cosa fare, se morire o sopravvivere.

E qui arrivano gli “investitori” stranieri, quelli che fiutano l’affare. Giuseppe De Lorenzo racconta questa triste realtà in un articolo pubblicato su Il Giornale. “Bollette e pagamenti ce li hanno inviati puntuali”, racconta Raul, giovane albergatore riminese mentre mostra al giornalista gli oltre 6mila euro di energia elettrica. E poi ci sono l’Imu, la Tari, i costi fissi. “Oggi abbiamo il conto in rosso perché le entrate sono scomparse mentre le uscite restano regolari”.

C’è dunque il serio rischio di una catastrofe del sistema alberghiero. Se il flusso turistico non dovesse riprendere, il 20% degli hotel rischia di non riaprire neppure ad agosto. Senza considerare, ovviamente, gli effetti sul mondo del lavoro, i licenziamenti e le mancate assunzioni: “A maggio sono già andati in fumo 118mila posti temporanei e altri 500mila lavoratori stagionali rischiano di rimanere a casa. Uno scenario da incubo”. Teoricamente il dl Liquidità avrebbe previsto una forma di finanziamento speciale per il settore turistico alberghiero. Ma sempre Raul di Rimini spiega a Il Giornale: “Abbiamo chiesto il prestito a marzo – racconta – ma non ci hanno neppure richiamato. Dicono che la situazione è in stallo, che la nostra procedura è pronta ma ancora non si sa quando potrà essere avviata”.

La situazione è tale che sul mondo imprenditoriale alberghiero aleggia l’ombra delle acquisizioni straniere. Chi è del campo assicura al Giornale.it che “i fondi di investimento esteri attendono solo che gli hotel italiani falliscano, così da poterli rilevare a condizioni ridicole. Si parla di prezzi a meno della metà delle trattative già in corso a gennaio: alberghi dal valore di 20 milioni cui ne vengono offerti solo 6”.

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