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Mense, il popolo dimenticato dal governo: “Da mesi senza stipendi né aiuti”

Il governo si è dimenticato di larga fetta del Paese. Ogni giorno raccontiamo delle categorie più danneggiate, quelle che non hanno ancora visto il becco di un quattrino e che continuano a navigare nell’incertezza del futuro. Tra i tanti dimenticati, c’è anche il popolo delle mense. Ma in questi giorni hanno deciso di farsi sentire, di non rimanere invisibili. Anche perché la situazioni inizia a farsi tragica e i soldi sono davvero finiti. Da nord a sud, manifestazioni di un intero settore che rischia di fare la fame. Per segnalare questa “situazione molto grave” le lavoratrici delle mense, pulizie scolastiche e aziendali e degli appalti alberghieri hanno manifestato ieri in tutta Italia.

A Milano si sono ritrovate a piazza alla Scala: “Molte hanno terminato la copertura degli ammortizzatori sociali per l’emergenza sanitaria – spiegano i sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs al corriere.it -. Stiamo chiedendo alle imprese la collocazione in Fis ordinario ma riceviamo la disponibilità solo da alcune”. Situazione pesante, quindi per chi da quattro mesi si ritrova senza alcun reddito, “a causa dell’indisponibilità di molte imprese ad anticipare gli ammortizzatori e per i ritardi dell’Inps”, insistono i sindacati.

E grande incertezza sul futuro, legato alla ripresa della scuola. C’è poi la situazione degli appalti aziendali (mense, pulizie e vigilanza) che secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs “stanno per esaurire la cassa integrazione e non potranno accedere agli ammortizzatori ordinari perché condizione necessaria per poter utilizzare l’ammortizzatore ordinario è che anche la committente abbia attivo un ammortizzatore”. E questo non sta avvenendo.

Dall’inizio del lockdown ad oggi gli unici soldi che hanno visto sono stati quelli della cassa integrazione, parliamo però di poche centinaia di euro arrivate con mesi di ritardo. Anche ad Ancona, dunque, si è manifestato, in piazza del Papa, dove un centinaio di lavoratori e lavoratrici delle mense scolastiche, aziendali e addetti alle pulizie delle scuole hanno fatto sentire la loro voce. “Con le scuole chiuse per la pausa estiva, dunque, non avranno stipendio fino all’inizio del nuovo anno scolastico”, segnala anche AnconaToday che fa il resoconto della giornata di proteste.

Sono state tante le buste di carta con sopra una scritta eloquente: “Invisibili”. I manifestanti erano accompagnati dai segretari delle rispettive sigle sindacali: Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Solo in provincia di Ancona il problema riguarda un migliaio di lavoratori. 3.000 nell’intera regione. Allargando il cerchio, si scopre che è un intero settore, in tutta Italia, a vivere questa situazione drammatica. Persona. Famiglie. Genitori con figli.

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