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Cairo pronto a entrare in politica. Parla già di ricette miracolose

Una sorta di discesa in campo senza però muoversi ufficialmente. E d’altronde una strategia del genere è perfettamente nelle corde di Urbano Cairo, che si lanciò nella scalata a Rcs dopo averla preparata per quasi dieci anni senza però farne parola con anima viva. Il presidente del Torino ha accolto con soddisfazione la fine del governo gialloverde, che “non poteva coesistere: troppo lontani Salvini e Di Maio, il contratto di governo era irrealistico. Come fai a tenere insieme flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza?”.

“Se non sei in grado di trasformare le promesse in realtà, la gente ti volta le spalle” chiosa Cairo. Che punta il dito contro i gialloverdi: “Ci hanno fatto perdere quindici mesi. Salvini? Perfetto per le campagne elettorali, ma governare è un’altra cosa. Mostrare i muscoli è servito soltanto alla Lega”. Un attacco che non ha risparmiato i Cinque Stelle: “Hanno messo in ruoli istituzionali gente che non ha esperienza, non ha fatto gavetta”.

Cairo, che ha respinto l’appellativo di “Nuovo Berlusconi”, si è poi schierato contro il reddito di cittadinanza (“un incentivo a non fare o a fare nel sommerso”) chiedendo piuttosto “incentivi agli investimenti con robuste agevolazioni fiscali per le imprese. Va facilitato l’accesso al credito. Serve un taglio del cuneo fiscale”. Specificando, però, di non essere pronto a farsi avanti: “Al momento non sono nella condizione di assumere ulteriori impegni”.

Cairo ha ammesso di ricevere molte sollecitazioni ma non sentirsi pronto per la bagarre politica. Insistendo però sulla necessità di “una riforma che allenti il peso delle tasse sulle famiglie di ceto medio”. Sul fronte giustizia, infine, “bisogna accorciare i tempi per non scoraggiare gli investitori”.

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