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Turismo, Italia solo ottava nella classifica mondiale. A pesare è il fatto che è troppo cara

Il Belpaese, la penisola più bella del mondo. La nostra Italia, culla di cultura e meraviglia. Sì, ma turisticamente non va. Troppo cara. E con un contesto poco favorevole alle imprese. Così si riassume l’ottava posizione dell’Italia nella classifica biennale sulla competitività nel turismo stilata dal World economic forum, guidata come nella passata edizione da Spagna, Francia, Germania, seguite da Giappone e dagli Stati Uniti, che scalzano la Gran Bretagna.

L’Italia, che conferma dunque la posizione del 2017, è preceduta anche dall’Australia e a sua volta precede Canada e Svizzera. Lo studio quest’anno accende i riflettori sulla sostenibilità del turismo, sempre più in bilico sotto il peso delle crescenti masse di turisti.

Andando al dettaglio della classifica, i punti forti della Penisola sono le sue risorse naturali (settima sui 140 Paesi) e culturali (quarta), ma a frenarla sono soprattutto un clima relativamente sfavorevole alle imprese (110ma) e la scarsa competitività dei prezzi (129ma).

Va meglio per le infrastrutture turistiche (decima), ma non brilla certo per sicurezza (69esima) ed è 63esima in altri importanti fattori quali la sostenibilità ambientale, le risorse umane e anche per la (scarsa) priorità data al turismo.

La combinazione della concentrazione degli arrivi turistici e la rapida crescita dei viaggi, sottolinea il Wef, stanno mettendo sotto pressione le località più frequentate, anche se dispongono di buone infrastrutture e di buoni servizi nei Paesi avanzati. Ma anche molti Paesi emergenti sentono ‘il peso’ del turismo, come la Thailandia che ha chiuso una delle sue spiagge più belle e famose, Maya Bay, per i danni ecologici causati dai turisti.

C’è insomma il rischio che i Paesi diventino vittime del loro stesso successo. I viaggi e il turismo possono trainare le economie, ma solo se i policy-maker assicurano un’adeguata gestione delle attività turistiche con un approccio che tenga conto di tutte le parti in causa, sottolinea il rapporto. Altrimenti senza gli adeguati investimenti in infrastrutture e in altre risorse per i viaggi e il turismo, nel lungo termine la competitività verrà minata.

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