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“Valutiamo il Mes”. Gualtieri, Gentiloni e Berlusconi ritornano alla carica

“Valuteremo tutti gli strumenti più convenienti che ci sono, che siano del Mes o del Sure. Valuteremo e faremo la scelta più utile, più giusta e più conveniente per l’Italia e sono sicuro che ci sarà un senso di maturità e di responsabilità”. Parola del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che, intervenendo a ‘In mezz’ora’ su Rai3, torna a premere per portare in Italia il suo grande amore: il Mes. Mentre tutti i centro studi e associazioni imprenditoriali lanciano l’allarme sull’aggravarsi della situazione economica. E al grido di commercianti, imprenditori e lavoratori che ancora devono ricevere la cassa integrazione, Gualtieri risponde con la possibilità di accedere al Mes, per mettere un altro cappio intorno al collo del Paese. Solo ieri (30 maggio) Confcommercio ha denunciato che quasi un esercizio su tre fra quelli che hanno riaperto rischia la chiusura definitiva nei prossimi mesi.

Il Pd, dunque, preme per il Mes, e a fare il coro insieme a Gualtieri ci si è messo anche Gentiloni: “La Commissione ha lavorato molto per togliere a questi strumenti le condizionalità che c’erano. Abbiamo dovuto modificare molte regole attuative”. Lo ha detto il commissario agli Affari Economici dell’Unione Europea, Paolo Gentiloni, intervistato da Radio 24 sugli strumenti messi in campo da Bruxelles contro la crisi economica generata dalla pandemia di coronavirus. “Un Paese come la Francia ha una condizione riguardo i tassi di interesse non identica a quelli dell’Italia. Vedremo se il governo spagnolo o quello greco utilizzeranno il Mes. Non ho notizie che non lo faranno”, ha risposto Gentiloni a una domanda sui dubbi circolati a proposito della effettiva convenienza nel ricorrere a strumenti come il Mes.

“Qui ci sono prestiti vantaggiosi per un Paese come il nostro, un primo pacchetto da 500 miliardi attivabile nelle prossime settimane. Un secondo pacchetto da 750 miliardi ha bisogno del via libera dei governi e della ratifica dei parlamenti. Dal primo gennaio dell’anno prossimo. Quindi c’è molto tempo per lavorarci. Questa occasione dovrebbe essere colta per affrontare alcune sfide come la transizione tecnologica e ambientale”, dice ancora Gentiloni. Ma a dare man forte al Pd c’è anche Silvio Berlusconi: “Il Mes? Sarebbe assurdo non richiederlo, visto che abbiamo la possibilità di finanziarci con un tasso vicino allo zero”.

Secondo l’indagine di Confcommercio, la situazione delle 800 mila imprese del settore è gravissima. L’82% ha riaperto, ma solo il 73% dei bar e ristoranti. La metà degli esercizi stima perdite dei ricavi fra il 50 e il 70%. E il 28% teme di chiudere definitivamente. “Gli imprenditori hanno volontà di riaprire nonostante le difficoltà, ma c’è il rischio di una tempesta perfetta”, afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Serve meno burocrazia e una accelerazione delle iniziative anti-crisi”. Ma il governo è concentrato su altro. A loro interessa piegarsi a Bruxelles e portarci in casa la Troika.

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