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La Commissione Banche fa paura: Palazzo Chigi corre ai ripari, schierandosi con gli istituti

Un rapporto a dir poco strano, quello tra il governo giallorosso e il mondo delle banche. Del quale il salvataggio di Popolare di Bari è soltanto uno degli aspetti più evidenti, ma non certo l’unico. Pensare, ad esempio, allo strano destino della Commissione Banche, fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle ma a quanto pare non particolarmente a cuore al resto della maggioranza. I partiti, al momento, non riescono a far partire ancora i lavori. Il motivo? Il mancato accordo tanto sul nome del presidente quanto su quello del suo vice e dei due segretari. Di Maio ha rilanciato più volte il tema, ma dall’altra parte della barricata Pd, Italia Viva e Leu continuano a fare orecchie da mercante.

La Commissione Banche fa paura: Palazzo Chigi corre ai ripari, schierandosi con gli istituti

Il nodo, come detto, dovrebbe essere principalmente il nome del presidente. Ma, al netto del ventaglio delle possibili opzioni (i risparmiatori nelle scorse settimane avevano indetto un sondaggio dal quale era emerso Gianluigi Paragone come loro scelta preferita), il problema di fondo è che il Pd non pare avere alcuna fretta. E così probabilmente anche le prossime riunioni si risolveranno nel più classico nulla di fatto. Perché a spaventare i dem è il rapporto teso che si è di colpo creato con Banca d’Italia dopo l’esplosione del caso della Popolare di Bari.

La Commissione Banche fa paura: Palazzo Chigi corre ai ripari, schierandosi con gli istituti

Da un lato ci sono infatti le opposizioni e i Cinque Stelle all’attacco di Bankitalia, dall’altro un Giuseppe Conte che difende l’istituto elencando i continui interventi effettuati sull’istituto pugliese. E così, agli occhi della parte rossa della maggioranza, la Commissione Banche di colpo rischia di diventare ulteriore motivo di scontro: il Pd teme che Bankitalia possa risultarne screditata e che l’istituto, che nasce per creare nuove figure in grado di sanzionare i responsabili dei crac e dare alla Banca d’Italia gli stessi poteri investigativi della Consob, finisca per abbattersi come una mannaia sul sistema bancario italiano.

Uno scenario che evidentemente fa paura al premier Conte, che continua a invitare i partiti alla calma e alla ragionevolezza. E così una Commissione nata per difendere i consumatori e inchiodare finalmente alle loro responsabilità i responsabili di fragorosi fallimenti, sempre e puntualmente ricaduti solo sulle spalle dei cittadini, tarda a vedere la luce e rischia di veder snaturata la sua missione fin dalla nascita. Perché le banche, a quanto pare, vengono prima degli italiani.

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