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Varianti e vaccini, l’ennesimo errore di Ricciardi e Speranza: i dati che li smentiscono (clamorosamente)

Ne abbiamo lette e sentite di ogni genere, in questi mesi, a sostegno di quell’obbligo di vaccinazione che molti italiani vedevano come un’ingiustizia bella e buona e che però, stando al governo, doveva rimanere in vigore a tutti i costi. Perché, questa una delle tante tesi a supporto delle scelte dell’esecutivo, solo grazie ai farmaci anti-Covid si sarebbe potuto proteggere la parte più a rischio della popolazione, anziani e fragili, dalla forma più grave della malattia. E perché, altra teoria ribadita in più occasioni, il siero avrebbe permesso di evitare il proliferare delle mutazioni. Peccato che, col passare dei mesi, anche questa linea si sia rivelata completamente errata.

Come spiegato da La Verità, infatti, in queste ore il laboratorio di microbiologia dell’ospedale San Gerardo di Monza ha isolato e identificato la BA.4, una nuova variante di Omicron al vaglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una segnalazione che il partito delle restrizioni a tutti i costi, ancora molto in voga tra i nostri governanti, ha subito sfruttato per anticipare prossimi interventi: “Da qui all’autunno può accadere di tutto – si è affrettato a precisare l’ex direttore di Malattie Infettive del Sacco di Milano Massimo Galli – anche che emergano delle varianti più patologiche. Non possiamo saperlo”.

Fermo restando che non possiamo sapere con certezza cosa accadrà nei prossimi mesi, resta un dato di fatto. Quando Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ci invitava a “vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi” per evitare che potessero emergere altre varianti come quella sudafricana, sbagliava. Perché la somministrazione di massa alla popolazione, evidentemente, non ha impedito al virus di continuare a mutare. Non a caso all’interno dello stesso mondo della scienza ci sono pareri opposti, come quello della virologa Maria Rita Gismondo: “L’obiettivo varianti zero è ridicolo, al pari della strategia cinese zero Covid”.

Secondo Gismondo, “varianti e sottovarianti continueranno a prodursi. Nessuna vaccinazione è mai riuscita a creare un blocco totale della diffusione di virus Rna”. Dovremo rassegnarci, insomma, a convivere con varianti del Covid sempre diverse, ma non necessariamente pericolose. Insistere con i vaccini obbligatori non sembra, dunque, la strategia migliore. Anche perché gli ultimi dati sottolineano come i vaccinati sotto una certa età non sono più protetti dal rischio contagio, anzi. Stando ai numeri dell’Iss, il tasso di incidenza settimanale di “malattia severa” da Covid mostra come nella fascia 12-39 anni i senza vaccino non sono messi peggio di chi ha completato il ciclo di somministrazioni.

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