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Speedline, un’altra eccellenza italiana vittima della delocalizzazione: 605 lavoratori sul lastrico

Un’altra eccellenza italiana, la Speedline di Santa Maria di Sala, va verso la chiusura e la delocalizzazione all’estero. La multinazionale svizzera Ronal dell’automotive, infatti, dopo le voci che si sono rincorse negli scorsi giorni, ha confermato lo stop della produzione nello storico stabilimento veneziano. L’intenzione è di spostare le attività in Polonia e Spagna entro il 2022. E questo significa che ben 605 lavoratori e le loro famiglie sono gettati sul lastrico.

Secondo quanto riporta Il Gazzettino.it, la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, Si preannunciava che la chiusura avvenisse addirittura entro il prossimo anno. La conferma di questo, purtroppo, è arrivata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Abbiamo saputo che la fabbrica di Santa Maria di Sala potrebbe essere chiusa. È una notizia molto triste per il nostro territorio che rischia di perdere una delle sue eccellenze. Non ci ho dormito la notte» continua Brugnaro «600 persone più l’indotto forse sono a rischio, sarebbe un colpo durissimo se fosse vero. Ora dobbiamo cominciare a capire cosa vuole fare la Ronal». «Speravo di essere smentito, invece c’è un silenzio pietrificante sulla Speedline» ha dichiarato ancora il sindaco lagunare «La chiusura sarebbe un colpo durissimo. Tra l’altro non sta fallendo l’azienda. Questi vanno via, in Polonia, in Germania».

Ieri i sindacati hanno promesso battaglia proclamando un’ora di sciopero, più stato di agitazione e blocco degli straordinari. Cisl e Cgil hanno chiesto subito un incontro all’azienda, che ha risposto anticipando quello fissato il 9 dicembre ad oggi, lunedì 6 dicembre. E durante questo incontro, i peggiori timori si sono rivelati fondati: questa mattina all’incontro i vertici del gruppo Ronal non si sono presentati, lo riferisce La Nuova di Venezia e Mestre, affidando alla direzione aziendale, allo studio Alix Partners e allo studio legale Bonelli Erede l’incarico di presenziare al tavolo con le parti sociali. “Il gruppo Ronal ha deciso di cessare l’attività dello stabilimento di Tabina entro la fine del 2022 per delocalizzare la produzione all’estero”, dichiarano i sindacati in una nota, “Una scelta inaccettabile e incomprensibile. Secondo l’azienda, l’eccessivo costo di produzione ha portato il gruppo a perdere fatturato negli ultimi due anni”. Al termine dell’assemblea sindacale in cui sono state previste nuove agitazioni, i lavoratori hanno promosso un corteo silenzioso lungo la Noalese, con la regionale 515 che è rimasta bloccata per alcuni minuti. Ma i guai per i lavoratori italiani non finiscono qui: questa chiusura, infatti, mette un’ipoteca sul futuro anche per i lavoratori della controllata App Tech di Mestrino (Padova), che conta ben 70 addetti. «Non c’era nessun segnale di possibile chiusura – dichiara il segretario della Fim-Cisl di Venezia, Matteo Masiero – si sa che il settore dell’automotive è in crisi ma dal gruppo Ronal non è arrivato nessun allarme».


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