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“Che figura di…” Ecco come hanno fregato lo staff di Meloni e di chi è la colpa: “Si muovono i servizi segreti…”

Pubblicato il 05/11/2023 14:22

Che lo scherzo telefonico a Giorgia Meloni fosse più di un semplice scherzo è facilmente intuibile, per gli ovvi risvolti geopolitici che sta assumendo la vicenda e l’evidente pervasività della longa manus russa: la semplicità con cui è potuto accadere fa pensare a una trappola dei servizi segreti di Mosca. D’altronde, la stessa Giorgia Meloni in conferenza stampa ha inteso rimarcare un nesso tra i due comici/giornalisti Vovan e Lexuse il Cremlino. Frattanto, è partita l’inevitabile indagine riservata della nostra intelligence e saranno gli 007 a ricostruire la catena degli errori. Ma è anche – soprattutto – una storia di desolante incompetenza. E ci si domanda come sia stato possibile cascare nel tranello. Se Francesco Maria Talò, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, si è dimesso, e non conosciamo che responsabilità abbia avuto realmente nella gestione della telefonata, la principale indiziata per l’increscioso pasticcio è Lucia Pasqualini. Un nome che non dice molto, se non agli addetti ai lavori, eppure è lei la responsabile dei rapporti con l’Africa di Palazzo Chigi. È appena il caso di ricordare che il suo è un ruolo delicatissimo data la massiccia ed epocale migrazione di africani verso il nostro Paese, proprio mentre si tenta di dar vita al cosiddetto Piano Mattei per l’Africa. Colei che cura i rapporti con presidente dell’Unione africana, Moussa Faki, quello vero.(Continua a leggere dopo la foto)
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Foto: Lucia Pasqualini, Franco Tatò e Musalia Mudavadi

Ecco chi tiene i rapporti con l’Africa

Pasqualini è la delegata per l’Africa dello staff diplomatico che ha passato la telefonata e doveva fare le verifiche, anche se signorilmente Talò si è assunto ogni responsabilità con le sue dimissioni. Eppure, il curriculm di Lucia Pasqualini, sino all’altro giorno, era impeccabile: entrata nel Servizio estero italiano nel dicembre 2002, ha trascorsi a New York e in Cina, esperienze durante le quali ha conosciuto i suoi due mentori, che ha ritrovato proprio nello staff diplomatico della presidente del Consiglio, ovvero gli ambasciatori Luca Ferrari e lo stesso Francesco Maria Talò. Con loro ha lavorato al consolato di New York, quando il console era Talò, e a quello di Canton, in Cina, e in quest’ultimo caso in piena era  Covid-19. Il marito è Clemente Contestabile, a sua volta consigliere diplomatico del ministro Sangiuliano. Appena pochi giorni fa, su X, Lucia Pasqualini ha postato una foto mentre stringe la mano al Primo Segretario di Gabinetto del Kenya, Musalia Mudavadi e a corredo il commento: “Costruire relazioni con l’Africa. Un incontro molto fruttuoso, per discutere di cooperazione bilaterale nel settore dello spazio aereo, lotta al terrorismo e cambiamento climatico”.  (Continua a leggere dopo la foto)
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Il totonomi per il successore di Talò

Tornando alla telefonata, come detto, fa sorgere inquietanti perplessità sui rischi digitali e informatici che possono essere portati da eventuali hacker al servizio dei russi – che, come si ricorderà, hanno già più volte rivendicato l’attacco a importanti aziende occidentali – e, secondo quanto riporta Marco Galluzzo del Corriere della sera, due ricostruzioni parallele della questione sono ora allo studio. La prima riguarda la stessa Lucia Pasqualini, “che fra qualche mese potrebbe essere destinata ad altro incarico”. L’altra riguarda i nostri apparati di sicurezza e la nostra intelligence, che ha forse sottostimato o clamorosamente ignorato il grado di intrusione degli apparati russi, rischio peraltro condiviso con le cancellerie dei Paesi che offrono sostegno all’Ucraina in guerra contro Mosca. Ad ogni modo, parte adesso il totonomi per il successore di Talò in un ruolo strategico, mai quanto adesso negli ultimi decenni: Fabrizio Bucci, titolare della nostra sede diplomatica a Tirana, e Agostino Palese, capo della nostra ambasciata in Etiopia, sarebbero i principali favoriti.

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“Non parlo con i giornalisti”

Il Corriere della sera ha, dunque, contattato anche il nostro ambasciatore presso l’Unione africana, Alberto Bertoni, che presumibilmente ha una certa consuetudine con lo staff del politico africano. “Lei è un giornalista? Allora non parlo, mi scusi”, è tutto ciò che ha ricevuto come risposta il quotidiano milanese.

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