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La seconda vita della Sardina. Ecco dove lo ritroveremo e in che posizione

Pubblicato il 28/02/2023 20:52

“Per un Fioroni che se ne va penso che avremo cento nuovi entranti” nel Pd. Con questa affermazione, dopo che l’ex deputato (tra i padri fondatori del Partito democratico) ha annunciato che lascerà i Dem in seguito all’esito delle primarie, torna a far parlare di sé Mattia Santori, ex leader del movimento delle “Sardine”, oggi delegato del Comune di Bologna al Turismo e Sport, nonché tra i massimi sostenitori di Elly Schlein alla segreteria del Pd. Ora, si vocifera che l’ex sardina, che si è iscritto al Pd solo lo scorso dicembre, per sposare la mozione Schlein, potrebbe entrare direttamente dalla porta principale, ovvero potrebbe ottenere un posto nella nuova segreteria Dem. Eppure, la sua uscita su Fioroni non è stata affatto gradita all’interno del partito stesso, come si apprende su la Repubblica, ma anche su testate più equidistanti. In particolare, “Non ha capito come si vive in un partito”, ha prontamente replicato un altro bolognese, Davide Di Noi, membro della direzione nazionale del Pd. Mentre Filippo Sensi, ex spin doctor di Matteo Renzi, ma rimasto nel partito, su Twitter parla di “mancanza di rispetto” al partito e ai suoi valori. Frattanto, dopo l’addio di Giuseppe Fioroni, ministro dell’Istruzione del governo Prodi II, si paventa il pericolo scissione da parte dell’ala riformista del Pd. (Continua a leggere dopo la foto)
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C’è già chi gongola, e cioè Matteo Renzi, che dopo la svolta a sinistra della Schlein, ha rilanciato l’idea del grande contenitore “di Centro”, sostenendo che “Noi siamo altro, siamo altrove”. L’eventuale alleanza dei Democratici con Movimento 5 Stelle e Verdi-Sinistra italiana potrebbe polarizzare in maniera estrema la sfida con il centrodestra. Nel frattempo, la sardina parla già da piccolo leader: “La dimensione del fenomeno che abbiamo visto è due volte superiore ai voti che abbiamo raccolto domenica”, ha dichiarato Santori, “perché c’è tantissima gente che non è andata a votare perché sicura che non ce l’avremmo fatta e altri che non avevano fiducia“. (Continua a leggere dopo la foto)

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Persone che, ha assicurato il cofondatore delle Sardine, “si iscriveranno al Pd e che sono disposte a dialogare con il Partito democratico” dopo la vittoria di Elly Schlein e “in condizioni che prima non c’erano. È chiaro che c’è un 48% che dobbiamo continuare a rappresentare”.

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