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“Cosa ci stanno nascondendo?” Mistero nel cuore dell’AI. Licenziato in tronco il padre di ChatGpt

Pubblicato il 18/11/2023 10:09
Sam Altman OpenAi ChatGpt

Sembra quasi impossibile eppure è accaduto davvero. È così che va il mondo, soprattutto quel mondo. Quello dell’intelligenza artificiale, dove l’uomo non conta e non vale più nulla. Pensate, Sam Altman, il padre di ChatGPT e capo, fino a ieri indiscusso, di OpenAI, è stato cacciato dalla sua stessa società. Licenziato. Il consiglio d’amministrazione di OpenAI Inc. non ha usato giri di parole per scrivere il comunicato con cui ha silurato il suo massimo esponente e inventore. Sarebbe una vera ironia della sorte se il comunicato lo avesse scritto proprio ChatGpt. L’imprenditore che ha guidato questa rivoluzione dalla sua nascita, si è visto recapitare questo messaggio: “la società non ha più fiducia nella capacità di Altman di continuare a dirigere OpenAI”. Dopo aver effettuato un accurato “processo di revisione deliberativa, Altman non è stato sufficientemente sincero nelle comunicazioni con i consiglieri, ostacolando così il corretto esercizio delle sue responsabilità”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il board, composto da tre imprenditori e un accademico consiglieri indipendenti e da tre manager della società, ha quindi deciso di licenziare Sam Altman, il padre di ChatGpt. Viene sostituito, in attesa di trovare un nuovo capoazienda, da Mira Murati. La nuova co-Ceo è una 35enne ingegnere albanese che, dopo esperienze in Goldman Sachs e in Tesla, nel 2018 era entrata in OpenAI dove fino a ieri era chief technology officer. Aveva quindi guidato il lavoro di sviluppo di ChatGPT e della versione grafica Dall-E. Nel comunicato sono presenti anche i ringraziamenti di rito, ovviamente, e parole di fiducia per la sua sostituta Murati: “Ha l’esperienza giusta per gestire la transizione”. Ma cosa è successo di così grave? Qualcuno ipotizza che dietro ci sia la mano di Microsoft che vuole più potere dopo aver investito nella società altri 10 miliardi di dollari oltre a quello versato nel 2019, quando nacque il braccio commerciale della società. Ma ci sono anche altre ipotesi. (Continua a leggere dopo il post)
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Perché OpenAi ha licenziato Sam Altman, il padre di ChatGpt

In rete la notizia del licenziamento di Sam Altman ha subito creato un grande dibattito. Per Kara Swisher, veterana del business digitale e ora in forza al New York Times, la tempistica e il riferimento alla mancanza di sincerità fanno pensare a qualcosa di personale. Come riporta il Corriere, molte le allusioni a possibili vicende a sfondo sessuale, ma c’è anche la pista della cattiva gestione. Per altri, Altman potrebbe essere stato accusato di aver occultato perdite mostruose che mettono a rischio il futuro dell’azienda. Dal canto suo, qualche ora dopo il comunicato di OpenAI, lo stesso Altman ha commentato la vicenda con un tweet, dicendosi “orgoglioso” di quello che ha fatto e felice di aver lavorato “con gente di grande talento”. In conclusione, però, si riserva di dire altro in un secondo momento.

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