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“Pratiche disumane”. Il vero volto della Francia: tratta così i migranti mentre dà lezioni all’Italia

Pubblicato il 05/08/2023 09:40 - Aggiornato il 19/08/2023 11:04

Una Francia dai due volti. Sempre pronta a puntare il dito contro l’Italia, come successo nel recente passato, accusandola di trattamento disumano dei migranti, estremamente critica verso le politiche dei nostri governi. Con toni decisamente aggressivi: “Meloni fa tanta demagogia sull’immigrazione clandestina: la sua politica è ingiusta, disumana e inefficace” era stata la stoccata di Stephane Sejourne, numero uno di Reinassance, partito di Emmanuel Macron. Parole talmente forti da spingere il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani ad annullare una trasferta a Parigi. Eppure quella stessa Francia ha mostrato in queste ore un’altra faccia, decisamente meno in linea con quella di paladina dei diritti umani. (Continua a leggere dopo la foto)
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Un rapporto di Medici Senza Frontiere appena pubblicato, infatti, ha messo fortemente sotto accusa la gestione delle politiche migratorie da parte dei transalpini. Riferendo di persone “detenute arbitrariamente dalla polizia francese e trattenute in container durante la notte, in condizioni di promiscuità e senza alcuna protezione specifica per donne e minori”. (Continua a leggere dopo la foto)

Condizioni sì, stavolta veramente “disumane”. E violazioni ripetute dei diritti umani. Con una politica dei respingimenti e della chiusura delle frontiere confermata anche in questi giorni, accompagnata da numerosi episodi di tension. Proprio in quella Francia che, nel frattempo, a parole continua a impartire lezioni all’Italia. Un copione già visto, d’altronde. Come ricordato dal Tempo, all’epoca in cui Matteo Salvini era ministro dell’Interno Parigi si era scagliata contro il nostro Paese per alcuni permessi di sbarco negati. Parlando di “cinismo e irresponsabilità”. Ignorando quanto accadeva negli stessi giorni all’interno dei propri confini. (Continua a leggere dopo la foto)

In quegli stessi mesi, infatti, cinque agenti francesi vennero accusati di aver oltrepassato il confine italiano senza alcuna autorizzazione per poi piombare nei locali utilizzati da una Ong all’interno della stazione cittadina, costringendo un immigrato a sottoporsi a un test delle urine. Atteggiamento che, evidentemente, dalle parti di Parigi era considerato normale.

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