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Poliziotto vaccinato muore di Covid. La denuncia del sindacato: ecco perchè è successo

Con un comunicato stampa il COSAP, Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia, denuncia, e conferma ancora una volta, che il green pass non è garanzia scientifica di non contagiosità e che non è sinonimo di protezione, anzi, può essere paradossalmente “pericoloso”. Di ciò è dimostrazione il caso recentemente accaduto della morte di un collega le cui dinamiche vengono descritte all’interno dello stesso.

“COSAP ha appreso con profonda tristezza la notizia della prematura morte di un nostro collega, Commissario Capo in servizio alla Squadra Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Frascati (RM), per cui si unisce al dolore della famiglia di Massimo ed ai colleghi per l’immenso dolore che li ha travolti”, inizia così il testo del sindacato degli agenti di Polizia. (Continua dopo la foto)

“COSAP non può esimersi dal fare alcune severe considerazioni e sottoporle alle SS.LL, allo scopo di prevenire ed eventualmente evitare quanto già tragicamente accaduto. A riguardo giova sottolineare che il collega deceduto avesse ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti COVID 19, ma, infettatosi ugualmente, dopo un ricovero d’urgenza durato circa una settimana, è spirato.

Ill.me SS.LL non possiamo sottrarci dall’analizzare in primis il luogo di lavoro ove sarebbe avvenuto il contagio, ossia gli Uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Frascati e nello specifico gli ambienti della squadra investigativa. Detta squadra era composta da sei unità, 4 dei quali vaccinati – tra cui il caro Massimo – e 2 no, i due colleghi non vaccinati non possono certamente essere additati quali “untori” poiché erano assenti da tempo dal lavoro, mentre tra gli altri 4, tutti muniti di green pass ottenuto con doppia dose vaccinale, ben tre sono risultati positivi. Quanto accaduto conferma ancora una volta che il green pass non sia garanzia scientifica di non contagiosità e che purtroppo non sia sinonimo di assoluta protezione dal contrarre forme gravi di Covid 19, che possano portare alla morte. (Continua dopo la foto)

Alla luce di quanto sopra enunciato, COSAP ritiene che l’unica strada da percorrere per la tutela dei lavoratori e di riflesso dei luoghi di lavoro – oltre al distanziamento ed all’uso della mascherina – sia quella di sottoporre indistintamente tutto il personale ai tamponi meglio se salivari, che possano consentire maggiori margini di sicurezza, senza tuttavia far gravare i costi sui dipendenti. Non sarebbe affatto ultroneo ricordare che in altre Nazioni Europee i test per la ricerca di Sars-Cov 2 sono messi a disposizione gratuitamente di tutta la popolazione.

Al Signor Ministro dell’Interno ricordiamo che Ella ha “suggerito” – in apposita circolare- alle aziende degli operatori economici operanti nel settore portuale, di valutare ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell’acquisizione del green pass da parte dei dipendenti che ne siano sprovvisti, anche mettendo a disposizione del personale in questione test molecolari o antigenici rapidi; per cui Le domandiamo perché non abbia emanata un’afferente circolare anche per il suo personale?”

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